VIETNAM: Phu Quoc, spiagge incontaminate e giungla lussureggiante

Pescatori

PHU QUOC: spiagge incontaminate e giungla lussureggiante

Sarà per l’alta densità di popolazione, o per la propensione degli abitanti a cementificare ogni luogo e  saturare le strade con un traffico indiavolato di motorette ed auto: fatto sta che il primo impatto con il Vietnam mette a dura prova i nervi.  Sia che si atterri nel sud del Paese a Saigon (odierna Ho Chi Minh) o al nord nella capitale Hanoi, ci si ritrova subito immersi in metropoli caotiche, inquinate e rumorose. Per questo,  eravamo piuttosto preoccupati da ciò che avremmo trovato a Phu Quoc, isola che da qualche anno punta ad un turismo internazionale .

La spiaggia dell’Eco Beach resort

Ci si arriva comodamente (e economicamente) in aereo, sia volando da Hanoi che da Saigon (o da altre città minori): di recente hanno costruito un nuovissimo aeroporto,  con buoni collegamenti e servizi. Noi abbiamo preferito arrivarci via mare, prendendo uno dei tanti aliscafi che collegano quotidianamente  Phu Quoc alle numerose città affacciate sul Delta del Mekong: la compagnia si chiama Super Dong ed è molto efficiente. I biglietti si acquistano con facilità e costano poco, gli orari sono buoni e la puntualità  è la regola.  In poco più di un’ora e venti, siamo arrivati nella lussureggiante Phu Quoc: più dell’ottanta per cento della sua superficie è ancora giungla, con tanto di cascate e percorsi di trekking.

Tramonto a Phu Quoc

Abbiamo scelto di soggiornare all’Eco Beach Resort, selezionato ad intuito tra le tante strutture alberghiere disponibili su internet. Non volevamo finire in un cubo di cemento super accessoriato con centinaia di turisti, ma nemmeno in una struttura troppo spartana, senza nemmeno un suo pezzetto di spiaggia. In questi Paesi, infatti, le spiagge libere sono di solito sinonimo di quantità imbarazzanti di immondizia buttata nel bagnasciuga e di un pullulare di avventori locali piuttosto invadenti. L’Eco Beach Resort ci ha offerto proprio ciò che cercavamo: un insieme di bungalow confortevoli e arredati con gusto, un ristorantino gourmet in mezzo al mare, una spiaggetta privata con comodi lettini e ombrelloni in paglia, una piscina a sfioro molto panoramica, cibo curato, personale gentile e, soprattutto, tanto silenzio e relax.

Pranzo all’Eco Beach

Il mare di Phu Quoc è limpido, calmo ed accogliente. La sabbia è chiara e mantiene una temperatura fresca anche quando il sole picchia.  Le palme, oltre a fare ombra,  regalano succulenti noci di cocco per un “mangia e bevi” salutistico. Cosa chiedere di più ad una spiaggia? In effetti, se proprio bisogna trovare dei difetti, ne citerei due:  lo snorkeling non riserva grandi sorprese e le passeggiate (o il jogging) sul lungomare non sono praticabili. Ogni spiaggetta è infatti protetta e isolata da piccoli promontori rocciosi, non impossibili da superare ma abbastanza insidiosi, soprattutto quando c’è alta marea e l’acqua sommerge anche parte della vegetazione delle spiagge libere.

Pescatori a Phu Quoc

E’ molto più facile passeggiare nelle vie dell’interno, dove si susseguono negozietti e ristorantini molto semplici, a volte arredati con fantasia ma davvero spartani.  Frutta tropicale e pesce sono gli elementi di base della ristorazione di Phu Quoc: più o meno di qualità, cucinati con un tocco di originalità o in modo banale, si trovano ovunque, dal più piccolo al più grande ristorante. Ovviamente, accompagnati da riso o da noodles. Imperdibili, in particolare, gli spring rolls: degli antipasti a base di riso, pesce, verdure e talvolta carne di maiale, avvolti in carta di riso.  Per un occidentale, i costi sono irrisori. Il rapporto qualità/prezzo delle strutture alberghiere è davvero sorprendente, quello della ristorazione a volte riserva qualche sorpresa negativa ma, in assoluto, i prezzi sono davvero molto contenuti.

Rifornimento

Per soli cinque euro al giorno, si può noleggiare uno scooter e scorazzare liberamente nell’isola che offre tanta natura, qualche curiosa cittadina e numerose aziende produttrici di pepe che propongono visite guidate. Le strade sono alternativamente o molto trafficate, o molto sconnesse ma, dopo un primo momento, poi ci si adatta facilmente. L’importante è tenere il proprio dito schiacciato sul clacson: diversamente dall’Europa dove si suona il clacson quando il traffico si blocca, in Vietnam si suona costantemente mentre si sfreccia, per segnalare la propria presenza. Per chi, comunque, vuole stare lontano dal rumore delle strade, le spiagge isolate, oasi di pace e relax, non mancano. Almeno per ora. Forse è meglio affrettarsi, perché nei prossimi anni non è escluso che la cementificazione prenda il sopravvento anche nella tranquilla isola di Phu Quoc.

In spiaggia

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