SICILIA: tra Etna e granite

La cima innevata dell’Etna

Come regalo di compleanno Cristina quest’anno mi ha comprato un biglietto aereo Trieste-Catania, per tornare insieme nei luoghi dove ho trascorso la mia prima infanzia. regalo graditissimo, soprattutto dopo che abbiamo verificato che il nostro non era tra i voli soppressi da Ryan-Air!

Granita al caffè con panna e brioche

Siamo partiti il sabato mattina e alle 15.00 eravamo già a destinazione. Noleggio auto (a proposito: a Catania è richiestissimo! Prenotate prima e preparatevi ad una discreta fila per il ritiro…), e via verso la nostra prima meta: Taormina, dove Cristina non era mai stata. Passeggiata romantica sulla spiaggia di Mazzarò, foto di rito a Isolabella con un clima fantastico, e primo appuntamento imprescindibile: granita al caffè con panna e brioche! Decidiamo di restare a cena a Taormina, con la consapevolezza che è il posto più caro dei dintorni, ma ci concediamo lo stesso il lusso, visto che abbiamo trovato una sistemazione per la notte con meno di 50 euro. La sera infatti non rimaniamo a Taormina, ma ci rechiamo in un paesino alle pendici dell’Etna, Linguaglossa, dove dormiamo in un b&b pulito e ben tenuto,  la “Casa Vacanze Etna” (in via Gorizia 26, facile da ricordare per noi che venivamo dal capoluogo isontino).

L’idea era quella di andare a camminare sull’Etna il mattino dopo, evitando la salita ai crateri sommitali partendo dal rifugio Sapienza, per non essere assaliti dalle guide che vogliono a tutti i costi accompagnarti per una cifra troppo elevata e per non camminare troppo vicino ai fuoristrada che dalla funivia portano fino quasi sulla vetta. Il nostro obbiettivo era quello di vedere una grotta di scorrimento lavico, la Grotta di Serracozzo, la famosa Valle del Bove e i crateri dei monti Sartorius. Un programma da portare a termine in qualche ora suggerito dalle guide del sito  www.etnatracking.com, ottimo per programmare escursioni di qualsiasi livello. (A proposito:utilissima l’app ViewRanger, da utilizzare con i loro file .gpx o .xml. Scaricatela se non avete un Garmin!)

Camminando sul ciglio della Valle del Bove

Purtroppo il tempo non è stato clemente, e dopo 4 mesi di siccità si è scatenata un tempesta di pioggia e vento, che in vetta si è trasformata in nevicata. Dopo esserci riparati al rifugio Citelli per un tè siamo scesi a Randazzo, paesino ai piedi del vulcano che merita una visita. Dopo pranzo, visto che il cielo si era aperto, siamo tronati su e, con una camminata di un’ora circa e 3/400 mt di dislivello, siamo arrivati sul ciglio dell Valle del Bove. La vista sulle colate laviche sovrapposte è spettacolare e vale davvero la fatica. Ma anche la grotta di Serracozzo merita una sosta, per chi se la sente di seguirla in profondità, meglio portare una buona torcia…

La vita risorge dopo l’eruzione

Il nostro programma è proseguto con l’attraversamento dei Nebrodi per arrivare a Patti, una delle tante spiagge della costa tra Palermo e Messina, ma non una delle più belle. Vale senza dubbio la sosta se si transita verso ora di cena, perchè il ristorante “La carbonella” è veramente un posto delizioso. Ambiente rilassante, ottimo pesce e prezzi giusti.

Il lunedi prevedeva di dirigersi verso Messina, dove ho potuto incontrare i cari amici della mia infanzia, ma la mattina, ci siamo prima diretti a Capo d’Orlando, altra località da non perdere, con un castello di epoca Normanna a fare da guardia a spiagge di sabbia e di ghiaia. Qui colazione libidinosa con ancora granita, e brioches, al Delicious Cafè, centrale e ottimo.

La Piscina di Venere a Capo Milazzo

Prima di Messina tappa d’obbligo a Milazzo, con la spiaggia di Noto, deserta, e sosta a Capo Milazzo, dove abbiamo fatto un selfie alla famosissima Piscina di Venere. Se ci passate fuori stagione, fermatevi, vale davvero la pena.

Vos et ipsam civitatem benedicimus

Messina è sempre la stessa, una grande città caotica e maltrattata, con indimenticabili scorci dello Stretto, ma io sono di parte e non giudico con distacco. Ormai è lunedi sera e noi dobbiamo avvicinarci a Catania perchè l’indomani mattina dobbiamo essere in aereoporto entro le 8,30, allora decidiamo di pernottare ad Acireale, nei luoghi mitici di Polifemo. La città di Acireale, ed in misura minore quelle di Acitrezza e di Acicastello, che fanno parte della Riviera dei ciclopi, ha una straordinaria architettura monumentale, sfortunatamente soffocata da sobborghi cresciuti a dismisura e disordinatamente. Dormiamo comunque con tranquillità al b&b Stella Marina, ottimo, spazioso, in posizione tranquilla e con una buona colazione ad un prezzo “last minute” inferiore a 40 euro.

Il week-end è passato in fretta, ma abbiamo fatto tante cose spendendo una cifra ragionevole. Soprattutto il trekking sull’Etna, vale da solo il viaggio. Prossimamente altri sentieri, magari più impegnativi verso i crateri centrali!

Buon viaggio!

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