Famiglia tunisina di Douz

TUNISIA: l’Africa a portata di mano

La prima volta che sono stato in Tunisia, molti anni fa, fu solo per spostarmi velocemente verso il confine algerino e raggiungere, attraverso la RN 48 la cittadina di El Oued. Passai da Tozeur e Nefta e mi proposi di tornare in quei luoghi con molta più calma.

Quella volta viaggiavo in moto, e la mia meta erano la mitica Tamanrasset e il profondo sud algerino. Dopo alcuni anni, viaggiando in macchina e guardandomi intorno con occhio più smaliziato, ho scoperto nella Tunisia un Paese con una sua personalità forte e una serie di attrattive che ne fanno una destinazione molto interessante sotto molti punti di vista.

Innanzitutto è il Paese africano più vicino a noi. Ci separano solo una dozzina di ore di traghetto (da Palermo, 24 se si parte da Genova o Civitavecchia). E’ dunque un’ottima esperienza per un primo approccio all’Africa. Inoltre possiede tantissimi spunti di interesse racchiusi nelle poche centinaia di chilometri della sua dimensione. Si va dai paesini caratteristici lungo la costa (Sidi Bou Said), ai siti archeologici di epoca romana (le rovine di Cartagine, El Jem), ai luoghi di culto dell’Islam (Kairouan, quarta Città Santa per i musulmani), alle spiagge mediterranee (l’isola di Djerba), per finire con il fascino del Grande Erg Orientale, le prime propaggini del mitico deserto del Sahara.

E allora  quanto tempo e in che modo investire per un viaggio in Tunisia? La risposta non è semplice, ma proviamo a darla in questo articolo.

Innanzitutto, se vogliamo concentrarci su un solo aspetto, possiamo andare in Tunisia anche solo per una settimana. E’ sufficiente per qualche giorno di mare che preveda una rapida escursione di un paio di giorni nelle oasi sahariane di Tozeur, Nefta o Ksar Ghilane, una visita ai villaggi trogloditici e un giorno di visita a Tunisi. In questo caso si può andare in aereo direttamente a Djerba, prendere una macchina a noleggio o affidarsi ad una delle tante agenzie locali per organizzare un tour personalizzato.

Se però ci si vuole fare una idea più approfondita di quanto questo Paese può offrire, allora due settimane sono un periodo più adeguato, e l’auto propria (noleggiata o traghettata dall’Italia) il mezzo migliore, visto che la rete dei trasporti pubblici non è proprio capillare.

Se si possiede un fuoristrada, la soluzione migliore è certamente quella di traghettarlo da Civitavecchia, Palermo o Genova, con un viaggio comodo e, se prenotato con anticipo fuori stagione, anche molto economico, dal momento che una cabina per 4 persone ed un’auto grande con portapacchi può costare poco più di 500 euro a/r. Ci sono varie compagnie che effettuano la tratta, con orari e costi simili. Le più importanti sono Grandi Navi Veloci, Grimaldi Lines, CTN Ferries. Se non si possiede un fuoristrada, si può scegliere se avventurarsi con la propria auto, con alcune limitazioni riguardo alle strade percorribili, oppure noleggiarne uno in Tunisia, soluzione decisamente più costosa del traghetto. C’è da dire che se ci si vuole limitare ad un giro classico, arrivando fino al limite delle zone desertiche senza spingersi oltre, allora è sufficiente una vettura qualunque, dal momento che le strade asfaltate sono generalmente in condizioni decenti e le distanze tutto sommato contenute.

Bene. Stiamo allora sbarcando a Tunisi. Uscendo dal traghetto bisogna farsi controllare il passaporto e i documenti dell’auto, poi aspettare il proprio turno per il controllo del carico (non è molto severo e i doganieri tunisini sono generalmente piuttosto affabili). Non sono ammessi apparecchi radio e GPS, ma basta toglierli dal cruscotto e poi ripristinarli una volta usciti dalla dogana…

Eseguito il controllo bagagli, durante la cui attesa possiamo cambiare i primi dinari, procediamo verso l’uscita dove un funzionario controlla per l’ultima volta i passaporti, dopodichè ci immettiamo nel traffico che porta verso Tunisi. Prima tappa il distributore, subito fuori della zona del porto (dove tra l’altro si trovano numerosi buoni ristoranti locali specializzati in cucina di pesce), perchè qui il carburante costa molto meno che da noi.

Le Terme di Antonino, a Tunisi

Tunisi è una città per la cui visita non vale la pena di spendere più di una giornata. E’ un curioso mix di cultura europea e araba, sviluppata intorno al viale Habib Bourguiba, contornato da grandi alberghi, caffè e negozi, e in fondo al quale si situa la Medina, intrico di vialetti della città vecchia e del mercato, da visitare con un pò di attenzione per i borseggiatori e per gli invadenti commercianti. Se siete particolarmente interessati ai mosaici, il  Museo del Bardo ospita la più grande collezione di mosaici di epoca romana del mondo.

Semmai sono più interessanti i sobborghi di Tunisi. Le rovine della fenicia Cartagine sono minime, perchè fu rasa al suolo dai romani, che in compenso costruirono una importante città con resti che tutt’ora è possibile ammirare nel loro splendore, come le Terme di Antonino, affacciate sul mare, il Teatro di Adriano, l’Anfiteatro. Inoltre la vicina Sidi Bou Said offre una serie di locali piacevoli e alla moda per passare la serata, cenare e dormire fuori dal traffico della capitale.

Le lunghe strade del sud tunisino

Lasciata Tunisi in direzione sud, si viaggia su una ampia autostrada fino a Sfax, passando vicino a località di mare famose come Monastir e Hammamet. Ma le migliori spiagge della Tunisia si trovano senza dubbio nell’isola di Djerba, l’isola dei Lotofagi di omerica memoria. Qui si può sostare per qualche giorno in uno dei tanti resort adagiati su spiagge di sabbia bianca che si trovano soprattutto sulla costa nord-orientale. Vista la grande offerta ed il prezzo relativamente basso, il mio consiglio è di optare per una struttura di alto livello, che dà maggiori garanzie di servizi di qualità.

Da Djerba si possono visitare con un tour in giornata i villaggi di Matmata e Metameur. Sono circa 300 km a/r il giro che ci porta a vedere le abitazioni trogloditiche scavate nel tufo di questi antichi villaggi del sud tunisino. Il paesaggio è arido e sassoso, ma le strade bene asfaltate rendono oggi agevole il transito. Questi luoghi sono talmente aridi e inospitali che sono stati anche sede del set di Guerre Stellari per girare alcune ambientazioni particolarmente aspre di pianeti alieni.

Il Camping Paradis a Ksar Ghilane

Se si è alla guida di una propria auto, invece che tornare a Djanet, si può proseguire alla volta di Ksar Ghilane, una classica oasi ai bordi del Grande Erg, le ultime (o prime) propaggini sabbiose del Deserto del Sahara. Qui, attorno ad una pozza di acqua calda dove è piacevolissimo immergersi, specie nelle fredde sere invernali, sono sorti alcuni campeggi, un bell’hotel e alcuni ristoranti. Noi andiamo sempre al “Campement Paradis”.

Inoltre, per fare un pò di pratica di guida su sabbia si può arrivare ai resti di un fortino romano, lontano un paio di chilometri e ben visibile dal palmeto, e da cui si gode di una bellissima vista sul deserto circostante. Provate e divertitevi!

Il fortino di Ksar Ghilane, con vista sull’oasi e sulle dune dell’Erg

Da Ksar Ghilane, chi è dotato di GPS e sa districarsi un pò nel fuoristrada, può tentare (senza rischi) di andare verso Douz attraverso la via diretta, su piste dure e con un paio di passaggi su sabbia, ma con poche difficoltà di orientamento.

Alcuni caffè che si incontrano sull’itinerario cosituiscono una sosta piacevolissima per un bel the alla menta e occasione d’incontro con altri amanti degli spazi desertici.

Uno dei tanti caffè del deserto

Altrimenti una strada asfaltata poco più lunga e certamente più veloce aggira il Parco del Jbil e arriva nella città dalla quale si organizzano la maggior parte dei raid nelle dune del sud, Douz appunto. Qui non ‘cè molto da fare, ma si tratta di un buon punto di sosta e di partenza per l’esplorazione del Chott-El-Jerid, il lago salato. A nord di Douz, aggirando il lago salato in senso antiorario, transitando per Kébili, incontriamo Tozeur (bellissima città caratteristica del sud, sede di mercato) e poi Nefta, con uno dei più grandi palmeti del Sahara, con le sue 200.000 palme e i canali d’irrigazione.

Le gole vicino a Chebika

E’ tempo di tornare verso Tunisi, e allora meglio farlo da un itinerario diverso rispetto all’andata. Allora settiamo il GPS sulle oasi di montagna di Tamerza e Chebika (Tamaqzah e As-Sabikah). Questi insediamenti, inseriti in uno scenario di insolita bellezza in mezzo alle montagne e alle gole al confine con l’Algeria, valgono sicuramente la sosta e il tempo speso a fare brevi amminate lungo i pochi corsi d’acqua che si insinuano all’interno delle rocce.

Gli scenari delle oasi di montagna

Sbeitla è un altro stop obbligato per i resti romani ben conservati che vi si trovano, sulla strada per Kairouan, quarta città sacra dell’Islam. Qui la moschea e il bellissimo centro storico, oltre alla presenza di vari ristorantini caratteristici, rendono la visita gradevole, oltre che quasi obbligata.

Il ritorno a Tunisi da qui è veloce e il traghetto (o il volo di ritorno), sono vicini. Purtroppo!

Buon viaggio!