SPAGNA: Valencia, la città della Chufa (e di molto altro!)

Ciudad de las artes y las ciencias

E’ possibile trasformare il letto di un fiume nel polmone verde di una città? A Valencia è accaduto proprio questo: dopo l’inondazione del 1957,  il corso del Turia  è stato deviato ed il suo letto è diventato  un rilassante percorso di nove chilometri, con giardini storici come il Jardin Botanico, il Jardin del Real e il Jardin de Monfort agli estremi di questa piacevolissima area verde.

Un vero e proprio paradiso per i runners, ma anche per chi ama le passeggiate, la bicicletta, i picnic o, più pigramente, per chi non vede l’ora di isolarsi dai rumori del traffico per godersi quelli di Madre Natura, magari leggendo un buon libro. Non solo,  lungo i Jardines del Turia si possono ammirare: l‘Oceanogràfic, uno dei più grandi e spettacolari acquari d’Europa, un originale Bioparc che non è il solito zoo con gli animali dietro le sbarre ma la ricostruzione di  quattro ecosistemi (habitat naturali adatti a una cinquantina di  specie faunistiche tra cui iene, leoni,lemuri, elefanti) e, infine, la famosa Ciudad de las Artes y las Ciencias. L’enorme costruzione, ideata da Santiago Calatrava e Felix Candela, con i suoi 350.000 mq  in origine fu duramente criticata, ma è ora motivo di orgoglio per le opere d’avanguardia che vi si possono ammirare e per gli innumerevoli stimoli culturali che offre.

Parco Gulliver nei Jardines del Turia

In altre parole: i soli Jardines del Turia valgono una visita di Valencia! Ma la città offre molto di più:  la Ciutat Vella, con le sue viuzze e originali caffè un tempo ritrovo dei bohémien valenciani, è ricca di storia; il Mercado Central in stile modernismo valenciano, con i suoi 8.160 mq  offre un’immensa varietà di cibi, il Mercado de Colòn, invece, pur avendo solo pochi banchi alimentari, raggruppa numerosi ristorantini, uno più invitante dell’altro. Ad ogni passo, ci sono edifici che  non passano inosservati, sia che siano in stile gotico, o in stile modernista o ricordino il passato arabo della città. E poi ovviamente, non si può non apprezzare il magnifico lungo mare, con le spiagge di Malvarrosa e de la Patacona. Noi abbiamo soggiornato al Silken Puerta Hotel, un quattro stelle situato in una posizione strategica tra la città vecchia e l’ingresso ai Jardines del Turia. L’albergo, che ha anche un ristorante di notevole livello al suo interno, se prenotato per tempo offre un eccellente rapporto qualità/prezzo. La sera poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta per trovare un luogo dove mangiare qualcosa di buono. Se vi piacciono le Tapas, ci sono infiniti posti, ma quelle che abbiamo provato al ristorante “El Rincon de Vero”, in Calle Belgica 5 (dietro lo stadio Mestalla, dove gioca il Valencia) erano veramente favolose.

Il complesso progettato da Calatrava

Organizzare soggiorno e spostamenti nella capitale castigliana è facilissimo, perchè si può contare su  validissimi servizi on-line. Per evitare stressanti code,  ci si può collegare ai siti delle singole attrazioni (come evidenziato nei precedenti paragrafi) sia per prenotare la propria visita che per comprare i biglietti. Poi c’è il sito www.visitvalencia.com che è il riferimento principale per gli eventi cittadini. E’ sicuramente consigliabile acquistare uno dei “pacchetti combinati” per visitare i luoghi di maggiore interesse, in modo da ottimizzare il soggiorno e risparmiare notevolmente sui prezzi degli ingressi.

Gli spostamenti poi sono piacevolissimi. Estendosi la città lungo tutto il corso (adesso asciutto) del fiume Turia, è possibile noleggiare una bici, spostarsi sulle  piste ciclabili immerse nel verde, ed uscire in prossimità della meta desiderata: niente auto (il traffico veicolare in centro a Valencia è ridottissimo), niente smog, tanto divertimento. Esiste una rete di noleggio biciclette, formata da numerosi negozi privati, che permette di ritirare il mezzo in un luogo e riconsegnarlo in un altro, oppure ci si può rivolgere al servizio Valenbisi, gestito dalla municipalià, che mette a disposizione moltissime rastrelliere sparse un pò ovunque e  offre abbonamenti giornalieri, settimanali o annuali.

Ingresso dell’Oceanographic

La nostra  seppur veloce visita a Valencia (durata nemmeno una settimana), alla fine, si è rivelata  ben al di sopra delle aspettative. In realtà l’avevamo scelta “incidentalmente” come meta di fine agosto,   più che altro per andare a  visitare  nella vicina località di Benicassim il ” Rototom Sunsplash”, una storica manifestazione nata in Friuli Venezia Giulia quasi 25 anni fa da un “piccolo gruppo di amici tenuto insieme da grandi sentimenti”.  Nei suoi anni di attività in Italia, Sunsplash è cresciuto al punto da diventare  il più grande festival di musica reggae al mondo finché,  vittima di crescenti pregiudizi e boicottaggi, dopo  più di venti edizioni di successo, nel 2013  ha dovuto lasciare lo splendido scenario del parco del Rivellino di Osoppo ( in provincia di Udine) e migrare a Benicassim, dove è stato accolto con grande entusiasmo dalle locali autorità. Non si tratta infatti di un’iniziativa musicale di nicchia dedicata solo agli appassionati di musica reggae ma di un grande evento culturale, ricco di dibattiti, idee e valori tanto da esser riconosciuto dall’UNESCO come  “Evento Esemplare del decennio 2001-2010 per il lavoro di promozione della Cultura di Pace e della Non Violenza”.  

Il lungomare di Valencia

In conclusione, complice anche l’esistenza di parecchi voli low cost con destinazione Valencia, abbiamo trovato un’ottima idea quella di abbinare le due mete: la visita al Rototom Sunsplah e un breve soggiorno nella città dell’Horchata. E sì, perché Valencia è la terra dove si coltiva lo zigolo (qualcuno forse lo conosce con il nome di ” babbagigi” ) e si produce la “Horchata de chufa”, una  fantastica bevanda rinfrescante, con un aspetto simile al latte di mandorle ma con un sapore più delicato e gradevole. L’horchata perfetta, infatti, è dolce ma con un retrogusto leggermente amarognolo, e va servita rigorosamente ghiacciata. Il cartello “Hay horchata”, esposto all’ingresso di  bar e ristoranti, è garanzia della freschezza e qualità artigianale della bevanda. Ovviamente, prima di partire, non abbiamo saputo resistere alla tentazione di comprare svariati sacchetti dello strano tubero, con tanto di ricetta per la produzione “fai da te”,  ignari  dei lunghi tempi e procedure necessarie per produrre in casa l’originale bevanda. Non è venuta male ma…..e’ sicuramente meglio degustarla in qualche Horchateria nel cuore di Valencia!

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