SENEGAL: un matrimonio fuori dal Comune (in Ambasciata)

Foto di gruppo in Ambasciata

Nozze in Ambasciata: consigli per un matrimonio fuori dal Comune

Siete allergici alle cerimonie tradizionali? Vi viene l’orticaria al pensiero di un interminabile pranzo con centinaia di ospiti ingessati nei loro abiti formali? Non avete più l’età per indossare un abito bianco in stile bomboniera?

Queste ed altre avversioni ci hanno spinto a progettare il nostro matrimonio in Ambasciata a Dakar, la capitale del Senegal.  Non è difficile: le pubblicazioni vengono regolarmente effettuate (seppur con un certo stupore) dai Comuni di rispettiva residenza. Di tutto il resto si occupa l’Ambasciata ed il certificato di matrimonio ha le stesse caratteristiche e valore di quello ottenuto da chi si sposa in una qualunque città italiana.

La scuola di Malicounda

Ovviamente, la nostra scelta non è stata determinata solo dal disagio che suscitava in noi l’idea di una cerimonia tradizionale ma anche e, anzi, nel mio caso, soprattutto, dal legame affettivo verso il Senegal: un  luogo per me ricco  di ricordi, relazioni e simbologie. Nel caso di mio marito, da cui peraltro è nata l’idea di un “matrimonio fuori dal Comune”, l’ispirazione nasceva dalla voglia di compiere un viaggio di nozze on the road, nel suo fuoristrada, da Dakar ad Arezzo.

I bambini di Malicounda

Se, come nel nostro caso, scegliete una capitale africana, non aspettatevi Ambasciate situate in edifici sfarzosi, ben organizzate ed accoglienti.  Anzi: immaginatevi la peggiore pubblica amministrazione italiana e trapiantatela nel terzo mondo.  Tutto attorno però era un tripudio di colore: gli ospiti africani indossavano abiti sgargianti, confezionati a mano in cotone lucido blu, porpora, viola, arancio e rosso, completi di vistosi copricapi variopinti. Io, a mia volta, portavo un abitino a fiori, con un coprispalle color corallo. Mio marito era quello più sobrio (si fa per dire…), vestito  in lino e canapa indiana, con varie sfumature di bianco e beige sahariano. Perfino le scarpe erano di marijuana! L’ambasciatore era ovviamente in giacca e cravatta con il classico tricolore.

Mercato sotto il baobab

Mi rendo conto che, descritto così, ha il sapore di una carnevalata, eppure la spontaneità e le emozioni erano così autentiche che mi sono profondamente commossa e tuttora, quando rivedo le immagini della cerimonia, mi si scalda il cuore.

Il “prima” non è stato denso di tensioni e di formalità, come spesso accade agli sposi “tradizionali”: nessuna prova trucco, nessuna prova dalla parrucchiera, niente prova abito. Tutto meravigliosamente improvvisato. In un’unica stanza d’albergo io, mio marito ed alcuni parenti, tra cui mia madre, ci siamo dati il turno per lavarci e prepararci, salvo un tocco finale di una parrucchiera locale, la signora Ina, che ci ha sorpreso per la sua inaspettata bravura.

Dopo la cerimonia abbiamo offerto un rinfresco agli ospiti africani, parenti del mio testimone di nozze che è un caro amico senegalese e siamo andati a salutare i membri più anziani della sua famiglia che vivono in un quartiere piuttosto povero alla periferia di Dakar: anche là ci hanno accolto con grande calore e entusiasmo.

Ragazze di Dakar

Nel corso della stessa giornata, peraltro un venerdì, cioè il giorno di festa dei mussulmani, siamo riusciti a goderci una mostra fotografica al mattino, sposarci nel primo pomeriggio, offrire un buffet, andare a trovare chi non era potuto venire alla cerimonia e arrivare in una località di mare a qualche ora di macchina da Dakar, non senza ritrovarsi insabbiati e dover spingere l’auto (ovviamente, nel frattempo  ci eravamo messi abiti più sportivi).

Mercato del pesce a M'bour

Mercato del pesce a M’bour

Un altro aspetto che volevamo evitare era la lista dei regali e siamo fin da subito partiti con l’idea di raccogliere fondi per un progetto di cooperazione in Senegal. Nonostante l’esperienza in questo settore, la scelta non è stata facile perché ci sentivamo responsabili dei soldi altrui e, ovviamente, volevamo che venissero spesi bene.  Alla fine abbiamo scelto un progetto culturale che usava come strumento il cinema, partendo dal presupposto che  le immagini possono venire capite da chiunque, anche da un analfabeta. Nei giorni successivi, durante il viaggio di nozze, abbiamo avuto l’occasione di essere gli ospiti d’onore di una delle attività organizzate dall’associazione dai noi finanziata, ovvero il Festival del Cinema di Mboro. Un’esperienza davvero intensa, perché ci hanno trattato come delle vere star, con mille applausi e onori: altro che i divi della Mostra del Cinema di Venezia!  In coerenza con tutte le altre scelte, anche le bomboniere le abbiamo fatte confezionare in Senegal, utilizzando  tessuti tradizionali con fantasie e colori di ogni sorta: non tutte erano cucite bene, alcune avevano parecchie imperfezioni, ma ognuna era un pezzo unico, diversa da tutte le altre.

Il consiglio dunque è questo: il matrimonio è un giorno speciale, tendenzialmente (seppur  non necessariamente..) unico nella vita di una persona, non lasciatevi influenzare dalle aspettative e dalle critiche di chi vi sta intorno ma costruitevelo come un abito sartoriale, a vostra immagine e somiglianza.

Mercato del pesce a Mbour

Date un senso alla giornata: trovate un filo conduttore tra il vostro progetto di coppia,  il tipo di cerimonia che volete organizzare e il viaggio di nozze che più vi identifica.  Non buttate via troppi soldi in abiti che non userete mai più, in bomboniere stucchevoli o in viaggi di nozze preconfezionati da agenzie che, visto il ghiotto business, vi propongono itinerari banali a cifre esorbitanti. Dev’essere un viaggio indimenticabile, risultato che raramente si ottiene dal susseguirsi di località e alberghi  forse di lusso ma scelti da altri, spesso asettici se non addirittura senz’anima.

Qualunque sia il matrimonio che sognate, in Comune o fuori dal Comune, trovate il coraggio di prendere le distanze da convenzioni e formalità e metteteci passione e convinzione in ogni scelta: solo così sarà un matrimonio speciale. Imperfetto, ma sicuramente emozionante ed indimenticabile.

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