SENEGAL: al “Mboro Film Festival” la magia del cinema e quella dell’Africa si incontrano

 

Mboro Film Festival

Provate a immaginare decine di bambini che si siedono a un centimetro dal grande telo per la proiezione cinematografica ed aspettano trepidanti l’avvio delle immagini. E anche se cerchi di spiegare loro che, per vedere il film bisogna sedersi un po’ più lontani dallo schermo, non c’è modo di convincerli: vogliono stare proprio appiccicati al telo, come se volessero entrarci. Questo è il  “Mboro Film Festival”, iniziativa ideata da “Cinemovel”, un’  associazione nata nel 1997, con l’obiettivo  di utilizzare il cinema come mezzo di comunicazione sociale e diffondere la cultura cinematografica nei posti più remoti del pianeta.

La sera del Festival

Partendo dal presupposto che attraverso l’”immagine in movimento” è possibile dialogare facilmente anche con le persone che non sanno né leggere né scrivere, Cinemovel percorre le strade africane per proiettare film nelle scuole e nelle piazze e favorire così anche  il dibattito su temi di rilevanza sociale. Non solo, realizza anche percorsi di formazione professionale in ambito cinematografico con l’obiettivo di creare opportunità di lavoro. Per questo, vengono allestite in mezzo al nulla classi di una ventina di persone che, per conseguire il loro diploma, devono realizzare un reportage sociale inerente il tema del festival.

La spiaggia di Mboro

Io li ho scoperti nel 2012 navigando su internet, quando stavo organizzando il mio matrimonio fuori dal Comune (in Ambasciata a Dakar) e cercavo un’idea alternativa alla lista di nozze: al posto dei regali, volevo trovare un progetto da finanziare su cui dirottare la generosità di amici e parenti invitati alle nozze.

La prima edizione del festival di Mboro si era tenuta l’anno prima, nel febbraio del 2011, ed era stata dedicata al tema della “scolarizzazione delle bambine”. In quell’occasione, due docenti italiani avevano tenuto delle lezioni (di progettazione, riprese, regia, editing e post produzione) e guidato quindici studenti nella realizzazione di un documentario/reportage dal titolo ”Le donne di Mboro sur Meer” (Jiggeenu Mboro Ndeundekat).

Sul sito compariva già il tema della seconda edizione: l’emigrazione clandestina, argomento importante visto il numero elevato di persone che da Mboro, cittadina senegalese di 30.000 abitanti fortemente arretrata, continuamente si imbarca sfidando le onde dell’oceano per raggiungere l’Europa.

Il corso di cinema di Cinemovel

Non ci è voluto molto affinché scattasse il colpo di fulmine: dopo aver cercato ulteriori informazioni sulla serietà di Cinemovel ed aver fatto alcune verifiche anche con l’Ambasciata italiana in Senegal, li  ho contattati.

“Buongiorno, vi chiamo perché prevedo di raccogliere alcune migliaia di euro in occasione del mio matrimonio e vorrei regalarveli”. Ovviamente, chi ha ricevuto l’imprevista telefonata, sul momento ha pensato a uno scherzo e ci ho messo un po’ a convincerli che facevo sul serio.

E’ andata a finire così: grazie alla generosità degli invitati alle nostre nozze è stato possibile finanziare gran parte delle attività e delle attrezzature necessarie alla seconda edizione del Festival e così, subito dopo il matrimonio a Dakar, io e Roberto abbiamo raggiunto Mboro per assistere come ospiti d’onore a due giornate di proiezioni cinematografiche nelle piazze e nelle scuole.E’  stata un’esperienza indimenticabile guardare i bambini a bocca aperta assistere alla proiezione sotto le stelle non solo di cartoni animati ma anche dei classici di Charlie Chapline e Buster Keaton.

A scuola a Mboro

E’ la magia del cinema. Unita alla magia dell’Africa. Per me, che amo entrambe, davvero un’esperienza superlativa!

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