SAHARA OCCIDENTALE: i perchè di un viaggio,

Kyte-surf e le palme dell’Ocean Vagabond sullo sfondo

Si parla raramente, nei blog di viaggi, della REPUBBLICA ARABA SAHARAWI, meglio conosciuta come SAHARA OCCIDENTALE. In effetti questo avviene per diversi motivi.

Il primo è ovviamente, che ben poche persone si avventurano in una zona desertica, con un clima ostile, un territorio monotono quasi completamente costituito da sabbia, sassi e rocce, e per di più contesa al Marocco dal popolo Saharawi. Oltre a ciò, chi la cita, lo fa all’interno di articoli riguardanti il Marocco, dal momento che il potente stato maghrebino considera il territorio come definitivamente acquisita alla sua sovranità.

Ma ci sono anche buoni motivi per dedicare un articolo a questo sotto certi aspetti, disgraziato angolo di mondo, e qui cercherò di spiegarli.Iniziamo dunque con un pò di storia di questi luoghi e capiremo presto perchè ha senso inserire informazioni su una regione così isolata.

Regione a prevalenza araba e islamica fin dal VII secolo, nel XIX secolo fu colonizzata dagli spagnoli con il nome di Rìo de Oro. La Spagna abbandonò la sua colonia, al tempo chiamata Sahara Spagnolo, nel 1975 e subito Marocco e Mauritania avanzarono pretese territoriali su di essa. La Mauritania si ritirò quasi immediatamente e il Marocco, con la Marcia Verde, occupò militarmente il territorio, incontrando la resistenza delle popolazioni locali che si organizzarono nel Fronte Polisario.

L’ingresso di Boujdour

Nel 1991 le Nazioni Unite riuscirono a ottenere un cessate il fuoco con la promessa di tenere un referendum tra i Saharawi sulla scelta tra indipendenza e integrazione, ma a oggi la promessa è stata disattesa. Il Fronte Polisario ha continuato la sua impari lotta, appoggiato sollo dall’Algeria (che per questo ha un lungo e duro contenzioso con il Marocco, la cui frontiera orientale è chiusa da anni) e adesso è però confinatonella parte orientale della regione, praticamente una distesa di sabbia dove manca tutto, anche l’acqua. L’esercito marocchino ha costruito un muro difensivo lungo 2.720 km a difesa della zona costiera, ricca di fosfati e favorevolissima alla pesca, e ha minato l’intero tratto fino al confine mauritano.

PERCHE’ VIAGGIARE NEL SAHARA OCCIDENTALE?

Perchè dunque andare fin laggiù in viaggio, se non si è costretti con la forza?

  1.  Innanzitutto perchè chi ama il Marocco e ha viaggiato in tutto il territorio marocchino, non può fare a meno di visitare questa che è ad oggi una parte integrante del paese.
  2.  Poi perchè transitare di qui è certamente da stimolo per approfondire la storia del popolo Saharawi, una delle tante storie di emarginazione e miseria che a noi occidentali spesso sfuggono.
  3.  Un altro motivo fondamentale e ovvio è che si passa di qui per andare in Mauritania, e chi ama il deserto non ha bisogno di farsi venire voglia di visitare il paese dei Mauri.
  4.  Ultimo argomento, più di nichhia, è che, non molti lo sanno, ma questa zona è diventata da qualche anno il paradiso dei Kyte-surfers, uno sport che ha bisogno di molto vento e mare piuttosto calmo, condizioni difficili da trovarsi insieme, ma che hanno fatto del Sahara Occidentale e di Dakhla in particolare, una meta ambitissima da chi lo pratica.

DAL MAROCCO ALLA MAURITANIA

Vediamo dunque alcune informazioni pratiche per chi si accinge ad andare dal Marocco alla Mauritania via terra.

IL Sahara Occidentale inizia praticamente a TAH, 20 km a sud di TARFAYA sulla N1 marocchina, ma già a TAN TAN, importante centro amministrativo situato circa 130 km a nord, iniziano a farsi più frequenti i posti di blocco e i controlli sui veicoli.

Chiunque si aentrato nel vero e propio SAHARA a Goulimine e intenda proseguire verso sud, sarà tentato di fermarsi a Tan Tan, ma meglio che prosegua fino alla costa raggiungendo TAN TAN PLAGE (conosciuta come AL-OUATIA), per rinfrescarsi e magari

L’ingresso di Tan-Tan

gustare un piatto di pesce all’hotel-ristorante La Belle Vue, proprio sulla spiaggia, dove sono disponibili camere e pasti ben preparati.

Siamo già entrati nel grande HAMMADA, paesaggio desertico pianeggiante e sassoso che ci accompagnerà per tutti gli oltre 1.000 km fino al posto di confine di GUERGUERAT.

Tarfaya, il biplano di Saint-Exuperì

Prosima sosta obbligata è TARFAYA, villaggio di pescatori che si è sviluppato recentemente e che in passato, quando si chiamava Cap Juby, ha avuto come direttore della sua stazione di posta aerea, Antoine de Saint-Exuperì, che qui trasse ispirazione per il Piccolo Principe, storia di un pilota che si è perduto nel deserto.

Tarfaya offre possibilità di alloggio, ma se si vuole un luogo ancora più suggestivo, è possibile proseguire per alcuni chilometri in

Colazione a Camp Bedouin

direzione sud e poi deviare verso ovest su una strada sterra ben segnalata per circa 4 km. Si arriva così al campeggio Le Camp Bedouin,

Camp Bedouin

camping basico ma inserito in uno scenario affascinante, con una vista su un lago salato che ripaga dalla fatica. Doccia rinfrancante e possibilità di frasi preparare la cena dall’ospitale proprietario.

Il lago salato visto da Camp Bedouin

Una notte nel deserto è quello che ci vuole per affrontare di buon matino i lunghi chilometri di asfalto buono, ma sempre dritto e monotono che ci separano da DAKHLA. Durante il tragitto i paesi (e i distributori di carburante) si fanno sempre più rari, così come il traffico che si riduce a camion carichi che marciano lentamente nelle due direzioni. Qui non si sbaglia strada e gli unici motivi di distrazione sono le cittadine (un paio), come BOUJDOUR con le loro eccentriche decorazioni all’ingresso del centro abitato.

L’ingresso di Boujdour

la capitale amministrativa della provinica marocchina del Sahara occidentale, è LAAYOUNE (Al-‘Uyun). Ci si arriva dopo un’ottantina di km da Tarfaya ed è sempre presidiata da forze di sicurezza governative. I militari però, negli ultimi anni, sono sempre gentili e collaborativi con i turisti, anche se inflessibili in materia di codice della strada. Occhio dunque ai limiti di velocità, i telelaser sono presenti anche in mezzo al deserto, nei rari avvallamenti o dietro alle poche dune che non permettono una ampia visuale.

Vento costante verso Dakhla

A questo proposito, consiglio a chi si avventura in auto a queste latitudini, di munirsi di una discreta quantità di “fiches d’information” (una cinquantina vanno bene tra andata e ritorno). La fiche deve contenere il riepilogo delle domande che vi faranno ad ogni posto di blocco, e cioè, per ogni occupante dell’auto:

  • NOME
  • COGNOME
  • LUOGO E DATA DI NASCITA
  • STATO CIVILE E PROFESSIONE
  • LUOGO E DATA DI INGRESSO IN MAROCCO
  • MODELLO E TARGA DELL’AUTO

E’ sufficiente preparare un biglietto con la descrizione in francese accompagnata dai dati richiesti e fotocopiarlo per il numero di volte necessario. La “fiche” sarà poi consegnata agli ufficiali che richiederanno le informazioni ai posti di blocco ed eviterà lunghe soste per compilare i registri sul posto con gli stesssi dati, ma a penna e sul momento.

Verso Dakhla

VERSO DAKHLA

A metà circa del Sahara Occidentale, si trova un bivio che indica una deviazione verso ovest. Si volta dunque a destra, venendo da nord, e si percorrono una trentina di km. in una penisolo stretta tra una striscia di mare azzurro a est e l’oceano aperto a occidente.

Alla fine, dopo aver oltrepassato sulla destra un campo da golf lunare, con solo i “green” erbosi ed il resto un infinito “bunker” di

Ocean Vagabond con i kyte-surfers sullo sfondo

sabbia e sassi, e sulla sinistra il cartello OCEAN VAGABOND, che indica uno dei restor più esclusivi di tutto il Marocco, pensato e realizzato per i tanti “kyte-surfers” che arrivano qui in aereo in tutte le stagioni per allenarsi e gareggiare in questo luogo fantastico, si arriva alla fine della penisola dove troviamo appollaiata la città di DAKHLA.

Dakhla, una volta avamposto spagnolo isolatissimo, è oggi, appunto grazie alle straordinarie condizioni di mare e di venti costanti che attirano qui praticanti di surf e kyte-surf da tutto il mondo, una città raggiungibile con voli diretti da Casablanca e Agadir e, una volta per settimana, dalle Isole Canarie. E’ dotata di grande ricettività per tutti i budgets, dal bed & breakfast economico al grande resort di lusso come il Vagabond, appunto, o il DAKHLA ATTITUDE .

Lungomare di Dakhla

Non da meno la scelta riguardante la ristorazione, che conta locali di alto livello, trattorie dove gustare ottime tjine spendendo poco e alcuni locali giovani che servono anche da punto di ritrovo.

Informazioni sui singoli locali, le potete trovare nel capitolo “DOVE MANGIARE“.

La passeggiata lungomare è lunga e molto bella anche per il jogging mattutino, a patto che il forte vento sempre presente non esageri e rimanga entro limiti umani. Insomma un soggiorno a Dakhla, anche per chi non è un patito degli sport di tavole a vela e non, può riservare gradite sorprese.

Ma non scordiamoci che siamo comunque in mezzo al deserto, con centinaia di chilometri in tutte le direzioni per arrivare in qualsiasi altra località abitata.

Infatti si riparte seguendo a ritroso la stretta penisola e poi di nuovo tutto sud al bivio, seguendo il nastro d’asfalto che si fa sempre più stretto, sempre meno trafficato e sempre più ventoso, ma che non perde mai il suo fscino e regala a volte scorci di scogliere battute dalle onde dell’Oceano che fanno venire voglia di fermarsi e sostare a tempo indeterminato per godere di pace e solitudine che rigenerano. Poche decine di chilometri dopo Dakhla incontriamo il cartello che indica il parallelo del Tropico del Cancro, foto di rito e di nuovo siamo in viaggio verso il confine, che sembra non arrivare mai.

Tropico del cancro

Solo un paio idi piccoli villaggi e altrettanti distributori di carburante nei circa 370 km che separano Dakhla da Guerguerat, avamposto marocchino in una terra che vede ancora frequenti incursioni del Fronte Polisario. Qui si trovano decine di camion che si apprestano a varcare il confine, sull’unica strada che dal nord del Marocco porta alla Mauritania e ai paesi a sud di essa, cioè Senegal, Gambia, Le Guinee, ecc.

La frontiera marocchina verso la Mauritania

Fila alla dogana

Si fa gasolio, perchè costa meno qui che in Mauritania, si sceglie un passeur-avant, sorta di faccendiere che ci accompagnerà nelle pratiche doganali marocchine e, soprattutto, mauritane. Occhio sempre alla scelta e seguite sempre  negli uffici il vostro uomo, che deve avere buoni rapporti con tutti gli agenti doganali, salutarli, ed essere da loro ben accettato e ricambiato nei saluti. In caso contrario cominciate a dubitare di lui e, nel caso, meglio sostituirlo.

Dogana Marocchina

Si affrontano così le burocrazie prima della parte marocchina, formali ma sempre gentili, collaborativi e a loro modo efficienti. Dopo circa cinque km in terra di nessuno, accidentati e a volte poco segnati (nel dubbio fatevi accompagnare dal vostro passeur, perchè il terreno intorno è minato)

Presenza Saharawi nella terra di nessuno

si passa davanti ad una enorme composizioni di sassi verniciati raffigurante la bandiera della Repubblica Araba saharawi, e si giunge alla frontiera mauritania, dove le guardie doganali sono più approssimative e meno formali, ma ugualmente gentili e collaborative.

In tutto si può mettere in conto circa 4 ore di attesa, meno se si è fortunati, ma anche di più in giorni di particolare affollamento. Dopodichè si entra in Mauritania e si saluta il Sahara Occidentale, almeno fino al viaggio di ritorno!

Verso la Mauritania

Ma andando verso la Mauritania, qual è il livello di accoglienza del tratto desrtico del Sahara Occidentale? Bisogna caricarsi l’auto di provviste per il viaggio, di tenda e materassino per dormire, o si possono trovare ei buoni posti di ristoro?

Domanda legittima, se si guarda la cartina. Ma niente paura, anche in pieno deserto se si sa dove guardare, si trova sempre un pò di ospitalità, del cibo, da bere e carburante. Vediamo nel dettaglio alcuni posti dove vale la pena fare una sosta.

DOVE DORMIRE

Ecco una lista dei punti di pernotto, da nord verso sud:

  • Akhfenir La Courbine d’Argent“. Situata tra Tan-Tan e Tarfaya, Akhfenir è una località anonima lungo la costa non ancora Sahara Occidentale, e questo locale è spesso meta di turisti francesi che vengono quaggiù per pescare o per fare delle gite in quad, moto o 4X4 nel vicino deserto. L’albergo, circa una decina di camere, è modesto ma ben tenuto e il gentile proprietario francese (anche se si chiama Paul Italiano) organizza aperitivi quasi tutti i giorni. Discreta la cucina marocchina servita per cena. I prezzi sono un pò elevati per gli standard locali.
  • El-Aaiùn La città non offre granchè, solo sistemazioni utilizzate prevalentemente da uomini d’affari. Se siete con un mezzo proprio vi consigliamo di proseguire per qualche decina di km e pernottare al suggestivo “Le Camp Bedouin”, già descritto sopra.
  • Dakhla Abbiamo detto del “Dakhla Attitude” e dell'”Ocean Vagabond”, resort esclusivi e piuttosto costosi. Ma Dakhla offre anche alloggi a buon mercato, come la Maison d’Hotes “Dar Rio Oro“, situata in uno stabile del centro, praticamente sul lungomare, completamente restaurato e adibito a B&B. Le camere in alto hanno accesso più agevole alla piacevolissima terrazza dalla quale si gode di un bellissimo panorama e dove si possono consumare i pasti su ordinazione e la colazione, ottima e abbondante. Gentilissimi i proprietari Phil & Fati (Av.Mohamed V en face de Marine Royale – (+212)0528897442.
  • Guerguerat Ultima tappa in Marocco, qui c’è la frontiera in uscita. Vi consigliamo di arrivare al più tardi nel primo pomeriggio per evitare di pernottare qui e per avere il tempo di sbrigare le pratiche doganali prima di sera. Ricordatevi solo di fare il pieno!

DOVE MANGIARE

Sempre partendo da nord, noi ci siamo fermati in questi posti:

  • Tan-Tan Plage All’hotel ristorante “La Belle Vue” ci si può rilassare con grandi piatti di pesce e con una bella vista sul mare. Consigliato
  • Akhfenir Il buon Paul Italiano, offre buone cene ad un prezzo non esagerato. Non vale la pena di provare altro in città.
  • Dakhla Il ristorante “Villa Dakhla” è certamente il migliore in città. Portate ottime, ben cucinate e ben presentate, con materie prime di qualità. L’influenza francese si fa sentire e alle volte per i nostri gusti i piatti sono un pò “carichi”, ma sempre gustosi ed equilibrati. Prezzi alti per il luogo, ma centrati. (Av.Mohamed V n°61 (+212) 648315818.)

 

Buon viaggio!

 

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