SICILIA: le dieci cose da non fare in un week-end

Fichi d’India

State pianificando un week end in Sicilia? L’offerta culturale, enogastronomica, paesaggistica, balneare e di qualunque altro tipo è ricchissima.  Noi abbiamo scelto di atterrare a Catania, con l’obiettivo  di realizzare un mini viaggio all’insegna dell’”Amarcord”, alla ricerca dei luoghi e delle persone dell’infanzia di Roberto che, per alcuni anni, aveva vissuto a Messina. Al di là delle rievocazioni in chiave nostalgica, ci siamo dati  tre priorità: l’ascesa sull’Etna, un bagno a Taormina e assaggiare il maggior numero di  prelibatezze culinarie.

Premesso che le guide sulla Sicilia e sul Catanese si sprecano e pullulano di consigli e informazioni su cosa fare,  vorrei fornire un decalogo delle cose da NON fare.  Ci tengo a sottolineare che abbiamo trascorso un piacevolissimo week end di cui portiamo ancora un buon sapore in bocca..tuttavia, anche per non essere prevedibili nell’elogiare un territorio arcinoto, ecco qui un breve vademecum per evitare gli errori in cui anche noi (presunti viaggiatori esperti!) ci siamo imbattuti, con una certa  leggerezza  e divertita consapevolezza….

  1. Non prenotare un volo Ryan Air proprio una settimana prima che la compagnia annulli un numero esagerato di voli, con delle scuse piuttosto pietose, e lasci a piedi 380.000 passeggeri. Va bene il brivido dell’imprevisto, ma non sapere fino all’ultimo se l’aereo è stato cancellato, non è divertente! (Con un filo di livore mi verrebbe da aggiungere che, forse, sarebbe il caso di boicottare questo tipo di compagnie aeree….ma si aprirebbe un dibattito troppo ampio…)
  2. Non scegliere l’unico week end in cui dopo 4 mesi di estrema siccità i metereologi esultano perché una perturbazione sta per investire la Sicilia. La solidarietà verso gli abitanti dell’isola contenti per l’arrivo della tanto invocata pioggia, cede subito il posto a imprecazioni irripetibili che sgorgano spontanee dopo aver realizzato che gran parte delle attività pianificate saranno rovinate dal maltempo.
  3. Evitare di ordinare un pesciolino fresco, non inserito nel menù con il rispettivo prezzo, in uno dei ristorantini top di Taormina: potresti avere la spiacevole sorpresa di pagare un conto di 128 euro per un antipastino piuttosto banale  e un insulso pescetto ai ferri (Bevande escluse si intende… ca va sans dire.  E costoso parcheggio dell’auto, altrettanto ovviamente, a parte).
  4. Non salire sull’Etna dal frequentatissimo Rifugio Sapienza. Noi lo sapevamo, e infatti abbiamo scelto il versante opposto. Peccato che non avremmo trovato gente in nessun caso visto che c’erano 7 gradi, diluviava ed in quota addirittura nevicava.

    Camminando sull’Etna

  5. Non demordere! Anche se il maltempo ha reso impossibile l’escursione sull’Etna per la quale ci si era svegliati presto, è bene sempre avere un piano B. Il nostro si è concretizzato in un trekking pomeridiano, un po’ accorciato ma assaporato con il piacere che si riserva ai risultati ottenuti grazie a caparbietà e fatica!
  6. Non lasciarsi sopraffare dalla parsimonia che porterebbe ad usufruire delle colazioni incluse nel prezzo della camera: il Catanese pullula di pasticcerie che sono un vero trionfo dei sensi. La granita al caffè con panna e brioche è in grado di commuovere anche gli uomini più duri (sperimentato su Roberto).  I cannoli alla ricotta si sciolgono in bocca, per non parlare dei dolcetti alla mandorla.
  7. Non tornare a visitare la spiaggia che frequentavi da bambino, 40 anni fa: sicuramente la trovi malridotta e abbandonata, circondata da tanto cemento. Ma soprattutto, sicuramente ti coglie l’ansia per la tangibile sensazione che gli anni passano e sei già un signore (o una signora) di mezza età…

    La piscina di Venere

  8. Non lasciare che il serbatoio dell’auto vada in riserva “tanto in autostrada si trova sempre rifornimento a qualunque ora”.: finiresti con l’osservare la lancetta portarsi vicino alla zero in preda al panico, con il pensiero che va già al costo del carro attrezzi. Se sei abituato alle autostrade del nord in cui c’è una stazione di servizio ogni venti minuti, scordatele. Qui sono rare e talvolta misteriosamente chiuse. In compenso, le autostrade costano pochissimo.
  9. Non pensare che scegliendo di dormire l’ultima sera a 9 km dall’aeroporto, ci si possa svegliare all’ultimo minuto. Vale la regola africana: il numero dei chilometri in sé per sé non dà nessuna indicazione: tutto dipende dalla tipologie di strade e dalla mole di traffico. Inutile dire che alle 8 del mattino per raggiungere l’aeroporto di Catania partendo dai paesini situati a pochi chilometri di distanza, ci si mette, se si è fortunati, almeno un’ora.
  10. Non illudersi che Ryan air sia arrivata puntuale o, addirittura, come millantano, in anticipo. Semplicemente barano sulla lunghezza del volo: non ci si mette due ore per arrivare da Catania a Trieste, ma molto meno!
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *