ISOLE COOK: Aitutaki, il vero atollo polinesiano

La destinazione è effettivamente remota. Ci vogliono tante ore di volo per arrivare in Australia. Da lì ancora aerei, destinazione Rarotonga, la principale delle Isole Cook. Scendere al Rarotonga International Airport, è già un grande successo. Parliamo di un arcipelago formato da 15 piccole isole lontanissime una dall’altra e dal resto delle terre emerse, che nascondono alcuni dei gioielli più preziosi di tutto il Pacifico.

In ogni caso a Rarotonga bisogna riposarsi del lungo volo aereo. In quest’isola si trova Avarua, l’unica vera città delle Cook, Stato indipendente liberamente associata alla Nuova Zelanda, che gestisce la difesa su richiesta del governo locale. Rarotonga è un pò una mezza delusione. Dopo tante ore di volo si pensa di essere arrivati nel classico paradiso tropicale, ma la delusione è forte. La barriera corallina che circonda l’isola (quasi erfettamente circolare), sebbene splendida per le immersioni, non rende dappertutto facile entrare in acqua, e le classiche spiagge da cartolina orlate di palme non sono così abbondanti come ci si aspetta.

Ma la delusione dura poco. Il tempo di rendersi conto di ciò che l’isola offre e l’entusiasmo rinasce. L’interno ricoperto di campi e foreste invita a lunghe passeggiate a piedi o in bicletta. La sera ci sipuò rilassare in uno dei tanti locali dove sorseggiare un fresco cocktail alla frutta, prima di gustare una cena a base di pesce in un ristorante sul mare. Il modo più popolare per esplorare completamente il perimetro di Rarotonga (lungo circa 32 km) è però noleggiare uno scooter. Ricordatevi di chiedere alla polizia locale il certificato di abilitazione alla guida, che si ottiene presentando la propria patente ed una foto.

Mercato a Rarotonga

Rarotonga è però solo una tappa, perchè i veri atolli sono ancora più remoti. Dal piccolo aeroporto, un volo di Air Rarotonga in meno di un’ora (ma per circa 150 euro), si raggiunge Aitutaki. Finalmente la meta: già prima di atterrare, dall’alto, si può apprezzare la bellezza del posto. La laguna di Aitutaki è la realizzazione dell’ideale dell’atollo polinesiano: spiagge bianchissime, pale che si protendono verso l’acqua creando una naturale zona d’ombra, acqua che copre tutte le sfumature del turchese, appena increspata da piccole onde che accarezzano le gambe di chi si siede sul bagnasciuga ad assaporare momenti di assoluto relax.

 

Le sistemazioni, per raggiunge questo remoto angolo di mondo, sono diverse; sono disponibili basici bungalows sulla spiaggia o raffinati resort esclusivi. Ognuno però offrirà il valore aggiunto costituito da una meravigliosa, impareggiabile, laguna polinesiana. Cosa altro chiedere ad una località di questo tipo?

Aeroporto di Aitutaki

Si possono visitare gli antichi Marae, antichi luoghi sacri delle società pre-cristiane, si può raggiungere a piedi la vetta del Maungapu, la “cima” più alta dell’atollo, con i suoi 124 mt, che offre comunque un bel panorama, si può visitare la vecchia chiesa costruita nel 1828. La sera ci si può rilassare nella cittadina di Arutanga  in cerca del miglior menù locale. Oppure si può fare una bella passeggiata sulla spiaggia dove può capitare, come a me, di essere invitato a pranzo dall’ex ministro degli esteri delle Isole Cook, che si rilassa con la famiglia disteso su una stuoia all’ombra di una palma. E’ stata questa per me un’esperienza straordinaria, sia per la conversazione piacevolissima e interessante, sia per il pranzo offertomi che mi ha lasciato stupito. Si è trattato infatti di un pranzo di una decina di portate, tutte a base di frutta e verdura, che nonostante il grande caldo, erano così rinfrescanti da non far venire per nulla sete, infatti non c’era nulla da bere!

A pranzo con l’ex ministro degli esteri delle Isole Cook

Insomma, la strada per arrivare ad Aitutaki è lunga, ma la meta vele assolutamente la pena!

Buon viaggio!

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