Moschea sospesa sull'acqua del Sungai Mahakam

INDONESIA: Kalimantan, cosa fare nel Borneo Indonesiano

Orang-outan nel Borneo Indonesiano

Orang-outan al Samboja Lestari

Kalimantan, perchè andare

Perchè andare fino nel Kalimantan, il Borneo meridionale, politicamente appartenente all’Indonesia? Perchè, dopo tante ore di viaggio, si dovrebbe saltare su un altro aereo per dirigersi verso un’isola massiccia, montuosa e meteorologicamente instabile, dove le belle spiagge sono poche e situate su isole remote?

Proviamo a spiegarlo in questo articolo, in cui parliamo del nostro viaggio nel Borneo indonesiano, che è stato breve, ma entusiasmante sotto tanti aspetti.

Nell’aprile del 2019, Cristina ed io avevamo un interesse comune: provare a viaggiare in autonomia nel Kalimantan, attratti dal fascino esotico di luoghi fino a una ventina di anni fa quasi inaccessibili, considerando che esistevano pochissime strade e gli insediamenti umani erano pochi e completamente dediti ad attività estrattive di carbone e petrolio. Poche o punte uìinfrastrutture turistiche. Il nostro interesse era però divergente: io ero interessatissimo a risalire il più importante fiume del Borneo, il Sungai Mahakam, che si inoltra per centinaia di chilometri all’interno della terza isola al mondo per estensione, arrivando fino al cuore verde di questa  enorme distesa di terra, in grande parte ancora coperta da foresta pluviale. Cristina invece era interessata a dei progetti di volontariato in cui si potesse interagire con gli orang-outan, le grandi scimmie antropomorfe minacciate di estinzione dall’attività dell’uomo.

Siamo partiti dunque da Giacarta con un volo Batik Air, di buon mattino. Dopo molte ricerce su internet, Cristina aveva trovato il sito della Borneo Orang-outan Survival Foundation (BOS), una associazione indonesiana che si occupa di recuperare animali orfani e/o feriti, crescerli e riabituarli alla vita selvaggia in vista di un loro futuro rilascio in libertà. Questa associazione ha vari siti in cui opera e accetta (dietro pagamento di una quota) volontari che vogliano partecipare al programma, li ospita in strutture accoglienti e li impega in lavori necessari alla gestione del centro. Noi ci siamo diretti al centro di Samboja Lestari, a un’ora circa di auto dall’aereoporto di Balikpapan.

Samboja Lestari

Orang-outan femmina mangia banane al samboja Lestari

Femmina di orang-outan al Samboja Lestari

Il centro offre in effetti alloggi confortevoli in una struttura in mezzo alla foresta, dove attualmente risiedono alcuni oranghi, due dei quali residenti “stabili” del centro, ormai non più riadattabili alla vita selvaggia, gli altri, molto più giovani, seguono un percorso di reinserimento. Avevamo intenzione di vedere cosa facessero i volontari e, magari, di unirci a loro per una o due settimane. Purtroppo le nostre aspettative erano quelle di interagire in qualche modo con gli oranghi, ma questo non è possibile se non per pochissime persone, poichè gli oranghi sono molto sensibili alle infezioni patogene portate dall’uomo, dunque i volontari del Samboja Lestari erano dediti a vari tipi di lavori, anche pesanti, che però avevano scarsissimi o nulli contatti con gli orang-outan.

Abbiamo dunque deciso di interrompere il nostro soggiorno al Samboja Lestari dopo soli tre giorni. Per chi volesse vedere gli oranghi in una struttura analoga, ma situata all’interno di un parco davvero bello, si può considerare di viaggiare verso l’ovest dell’isola per raggiungere il Parco Nazionale del Tanjung Puting, dove è situato il famoso “Camp Leakey”. Il viaggio è lungo, ma ne vale la pena per la varietà di esperienze che si possono fare.

Jungle trail al samboja Lestari

Jungle trail al Samboja Lestari

Il Sungai Mahakam

Pescatori sul Sungai Mahakami

Pescatori sul Sungai Mahakam

Abbiamo passato comunque tre giorni molto piacevoli al centro, facendo passeggiate nella foresta ed altre attività, dopodichè abbiamo cambiato il nostro programma e ci siamo organizzati per la seconda parte del nostro viaggio in Kalimantan, cioè la risalita del Sungai Mahakam. Il grande fiume si inoltra nel cuore del Borneo, ed è possibile risalirlo fino a Tiong Ohang, villaggio remoto dove inizia la seconda tappa del Cross Borneo Trek, uno dei trekking più difficili al mondo, che in sette/dieci giorni di cammino, attraversa i Monti Muller. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Questa volta parliamo di come organizzare un viaggio sul Sungai Mahakam. Questa sarà sicuramente una esperienze indimenticabile, un viaggio nel vero cuore del Borneo. ma come prepararlo al meglio? Nell’articolo seguente cercheremo di dare le indicazioni necessarie per organizzarsi nel modo migliore e più economico possibile. Vediamo come.

Innanzitutto i trasporti: alcuni villaggi sul fiume sono raggiunti da strade carrozzabili, ma non tutti; per il resto i trasporti si svolgono sulla via d’acqua e sono pubblici (traghetti o kapal biasa) o privati. I trasporti pubblici sono molto economici, ma lenti e che non permettono ai viaggiatori di fare soste intermedie. Come organizzarsi allora? Bisogna tenere presente che più si risale il fiume, meno i locali parlano inglese, dunque o si conosce il bahasa indonesia, oppure si può contattare una guida locale che accompagni per tutta la durata del viaggio, visto che conosce i posti, sa dove alloggiare (all’interno le strutture ricettive scarseggiano), sa dove noleggiare una barca e può far risparmiare conducendo le trattative.

Il problema è dove trovare una guida seria, affidabile e disponibile. Noi abbiamo chiesto aiuto alla direzione del Samboja Lestari che ci ha indirizzato verso Awang Mas Nata Kawindra, un ragazzo che si è rivelato un buon accompagnatore, dalle oneste richieste e buon organizzatore, affabile e ottimo conoscitore dell’inglese. Lo abbiamo incontrato a Tenggarong, dove ci siamo accordati sul percorso, ui servizi e sui prezzi per i successivi giorni da trascorrere sulle acque del grande fiume. Abbiamo deciso di fissare un prezzo complessivo per l’intero pacchetto di servizi, in modo da avere costi certi. Dunque abbiamo scelto il percorso e la durata in giorni, quindi la nostra guida ci ha proposto un prezzo comprendente trasporti da e per Tenggarong, trasporti sul fiume, alloggio, pasti e i suoi servizi. Ovviamente mai accettare il primo prezzo proposto, ma trattare sempre, anche precisando per iscritto tutti i servizi richiesti.

Tre giorni lungo il Sungai Mahakam

Noi abbiamo optato per un programma di viaggio di tre giorni, sufficiente a raggiungere Melak, passando per il Lago Jempang e partendo da Tenggarong, piuttosto che dalla caotica Samarinda. Il nostro viaggio si è rivelato affascinante sotto tanti punti di vista; abbiamo visto tanta fauna, visitato villaggi molto poco frequentati dal turismo di massa, ci siamo rilassati in lunghi giri in barca lunghe le tranquille acque del fiume. Ci siamo fermati a Melak perchè le condizioni di acqua del fiume non consentivano di andare in sicurezza oltre le rapide che si incontrano dopo Long Bagun. Ma quali sono state le tappe che abbiamo fatto? Qui di seguito cerco di descriverle per far rivivere almeno un pò della nostra esperienza risalendo il Sungai Mahakam.

  • A Tenggarong ci incontriamo con Awang Mas al Coffe Comunitas, locale carino e giovanile lungo il fiume nel centro città, dove si può bere qualcosa di fresco o rifocillarsi con un piatto di me-goreng o di riso. Prendiamo un’auto che ci porta a Kota Bangun (inclusa nel prezzo pattuito) in poco ppiù di un’ora.
  • Kota Bangun è il punto di partenza dei viaggi lungo il Mahakam. Si possono trovare trasporti pubblici (i kapal biasa) per andare a Muara Muntai, bellissimo villaggio sulla sponda opposta del fiume. Noi noleggiaamo con l’aiuto della guida una piccola barca a motore, che è il mezzo sicuramente più suggestivo e comodo per spostarsi sulla via d’acqua.

    Un grosso serpente nero e giallo sospeso sul Sungai Mahakam

    Un grosso serpente nero e giallo sospeso sul Sungai Mahakam

  • Arriviamo in circa due ore a Muara Muntai, cittadina caratterizzata dal fatto di essere attraversata da una serie di passerelle interamente costruite in “iron wood”, un legno locale durissimo, che vale molto e che proprio per questo viene progressivamente sostituito da nastri di cemento. Camminare nel centro della cittadina, sopra queste scricchiolanti passerelle di legno (dove transitano anche moto e motorini) è molto suggestivo. Abbiamo pernottato alla pensione Moderna (Penginapan Abadi), una pensiona decente con camere dotate di aria condizionata (anche se accendendola veniva fuori uno sgradevole odore di carburante) e bagni in comune.  La colazione è locale, con riso e uova sode. Da visitare al mattino seguente il mercato locale.
  • Ripartiamo il giorno seguente, e dopo qualche chilometro, ci addentriamo negli affluenti del Sungai mahakam nella zona del lago Jempang. La navigazone qui diventa estremamente interessante, perchè lo zigzagare tra i canali ci permette di godere della giungla
    Una scimmia nasica si arrampica

    Scimmia nasica

    fitta e di avvistare varie specie di uccelli, famiglie di scimmie nasiche e macachi, ed anche 2 pitoni appollaiati sugli alberi. Un canale bloccato da detriti e acqua alta che impedisce il transito sotto un ponte ci impedisce di raggiunge

    Il losmen Wisata a tanjun isuy

    Il losmen Wisata a tanjun isuy

    re Macong, un villaggio situato nel fitto della foresta, e allora rientriamo anticipatamente a Tanjun Isuy.

  • A Tanjun Isuy ci rilassiamo per l’intero pomeriggio, con una bella passeggiata e una visita al museo che si trova all’interno di uno dei due losmen del villaggio. Il Louu Taman Jamrud è infatti una antica longhouse trasformata in ostello e in una specie di museo.Abbiamo comunque soggiornato al losmen Wisata, molto basico ma dall’atmosfera piacevole. Le camere sono calde, ma dotate di ventilatore e i bagno in comune hanno la doccia “a mano” con secchio d’acqua solo fredda (ma non abbiamo sentito il bisogno di acqua calda). Più si risale lungo il Mahakam è più i servizi diventano basici.
  • Partiamo di buon mattino per inoltrarci nuovamente nei canali affluenti del fiume.
    Barca sul Sungai mahakam

    Una barca sul Sungai Mahakam

    Prendiamo il fiume Bahru, dove avvistiamo un bellissimo serpente nero e giallo appollaiato su un ramo sopra di noi. in questi casi è fondamentale scegliere un pilota di barca che sia anche un esperto “ranger” che abbia buon occhio per avvistare animali. Il nostro si è comportato benissimo. Continuiamo l’escursione fino a sbucare di nuovo nel canale principale, dove facciamo benzina in uno dei caratteristici distributori situati sull’argine del fiume. Siamo vicini all’importante centro di Melak, e avvistiamo molte più chiatte da carico. Trasportano lungo il Mahakam risorse di combustibili fossili (carbone e petrolio) in grande quantità, rubate a questa terra che ne è ricca, ma causando gravi danni ambientali.

    Chiatta per il trasporto di legname sul Mahakam

    Chiatta per il trasporto di legname

  • Melak è una cittadina tranquilla e piuttosto anonima. Qui si trova di tutto, dalla banca all’aereoporto, dunque è un luogo dove riordinare un pò le idee. Noi avremmo dovuto proseguire (ma non c’erano le condizioni, più a monte per farlo in sicurezza) o tornare indietro con un’auto fino a Blaikpapan, come stabilito con la nostra guida, con un viaggio di circa 9 ore di strade anche dissestate. Per fortuna gli smart-phones (con una scheda locale che garantisce un collegamento internet a basso costo) offrono grandi possibilità e abbiamo trovato un piccolo volo per Balikpapan con Xpress Air, una compagnia indonesiana che ci ha risparmiato un defaticante tragitto in auto. Ci siamo accordati con la nostra guida Awang per detrarre dalla cifra pattuita il costo del transfer in auto (che ammontava al prezzo dei due biglietti aerei) e la mattina seguente siamo partiti per la capitale, chiudendo con una rapido cambio di programma i nostri tre giorni sulle acque del Sungai Mahakam.

Balikpapan

Balikpapan è la città più importante e la capitale del Kalimantan. Come tante città cosmopolite, non ha un volto caratteristico da mostrare al viaggiatore, ma è comunque un approdo importante perchè snodo di trasporti e servizi del territorio. C’è grande offerta di alloggi, di tutte le categorie, ma generalmente i prezzi sono, come nel resto dell’Indonesia, molto economici. Noi abbiamo trovato una camera estremamente confortevole ed economica, in ottima posizione centrale all’IBIS Hotel (circa 25 euro la camera doppia!), con ottima accoglienza e servizio. Passeggiare per la città non dà tutta questa gran soddisfazione, anonima comè e con il lungomare occupato

Cristina si rilassa ll'Ocean's Resto di Balikpapan

Cristina si rilassa ll’Ocean’s Resto di Balikpapan

da una serie di costruzioni che impediscon una bella vista. Ma comunque cercando (e fidandosi in questo caso dei giudizi di Lonely Planet) abbiamo trovato un ristorante veramente imperdibile, dal prezzo più alto della media (ma sempre contenuto secondo gli standard occidentali) dove mangiare ottimo pesce (e tanto altro) in abbondanza, comodamente seduti su un gradevole terrazzinosospeso sul mare.

 

Si tratta dell’Ocean’s Resto, a pochi passi dal nostro albergo. Per chi vuole godersi una cena sul terrazzo più alto di Balikpapan, o anche solo un drink ammirando il più bel panorama della città, consiglio di fare un salto allo sky bar dell’Hotel Senyur, esempio dell’arte dell’accoglienza e dello sfarzo asiatici. Una giornata per passa in fretta e noi continuiamo il nostro viaggio in Indonesia trasferendoci su un’altra isola, ricca anch’essa di una natura meravigliosa e di tanti spunti di interesse, Andiamo a Sulawesi, l’antica Celebes, della quale parliamo nell’articolo: Sulawesi, la terra dei Toraja…e di molto altro.

Il lungomare di Balikpapan

Il lungomare di Balikpapan

Buon viaggio!

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