INDIA: sulla Singalila Ridge tra India e Nepal

Il rifugio di Sandakphu, tra India e Nepal

Avevo sentito parlare di un trekking con panorami mozzafiato nella regione di Darjeeling, nel West Bengal. Mi sono un pò documentato su internet ed ho effettivamente trovato un percorso che sembrava interessante, ma poi ho lasciato perdere. Dopo qualche settimana la lettura di un bel libro di Stefano Ardito, “Kangchenjunga, il gigante sconosciuto”, mi ha aperto gli occhi. Con Cristina dovevamo organizzare il nostro viaggio di primavera, quello tradizionale che coincide con il nostro anniversario di matrimonio, e abbiamo discusso di un itinerario in quella zona dell’India. Si è appassionata subito anche lei a questo itinerario ancora poco conosciuto, come la montagna che ne fa da sfondo, il Kangchenjunga.

Maneybhanjang

Con i suoi 8.586, è la terza montagna più alta del mondo, eppure ben pochi lo sanno, anche se quasi tutti sanno che le prime due sono Everest e K2. Ebbene, il trekking sulla Singalila ridge, è una camminata di 6/7 giorni sulla cresta che da sud si dirige verso nord puntando dritto sull’imponente massiccio del Kang che fa da splendido sfondo a tutto il cammino.

A Tumling con la pioggia

Le difficoltà sono basse. Si tratta di superare un dislivello di circa 800 mt. il primo giorno e di altri 700 mt. il secondo, per arrivare a Sandakphu, un villaggio di poche case e qualche lodge situato in territorio nepalese. Si perchè, per un accordo tra India e Nepal, durante il trekking si attraversa più volte il confine tra i due paesi senza però dover sottostare ad alcun controllo doganale. Praticamente si pensa di camminare sempre in India e ci si ritrova a dormire in Nepal. A Sandakphu, situato al termine di una ripida salita, si è praticamente arrivati sulla cresta e da qui il cammino segue pendenze più dolci e si procede avendo sempre davanti l’imponente panorama della catena Himalayana. E’ stupefacente fermarsi e con un solo sguardo ammirare, da ovest verso est, le lontane cime dell’Everest con il vicino Lhotse e il Makalu. In quale altro posto del mondo si ammirano contemporaneamente quattro delle cinque vette più alte del mondo? Manca il K2, ma lui si trova da un’altra parte, molto più ad ovest perso nelle profondità del Karakorum e già proiettato verso il Pamir.

All’estrema sinistra Everest, Lhotse e Makalu, a destra il Kangchenjunga

In un’altra giornata di cammino si arriva a Phalut, dove si trova solo un rifugio

Il rifugio a Phalut

estremamente spartano, freddo e scomodo, senza acqua e con poca luce, ma in compenso la vista che si vede dalla cima della collina ripaga di tutte le fatiche. Da qui in poi si inizia a scendere ed in un paio di giorni, faticosi come la salita, si arriva a Rimbik, dove si può prendere un’auto per tornare a Darjeeling.

In alternativa da Phalut si può tornare indietro scendendo da dove si è venuti, oppure, se si è a corto di tempo, accordarsi per farsi venire a prendere da un fuoristrada e tornare a Darjeeling in un solo giorno. Si perchè esiste un strada carrozzabile che arriva fino a Phalut. La strada (una mulattiera che si cerca di stabilizzare con pietre pressate nel terreno) in certi punti affronta pendenze estreme su terreni molto cedevoli, con tornanti a strapiombo a volte pericolosissimi, ma gli indiani vogliono mantenerla perchè la maggioranza dei turisti locali vuole ammirare i panorami che specie Sandakphu può offrire, senza la fatica della scarpinata. In effetti questo toglie un pò di fascino all’itinerario, perchè preferisco i sentire nepalesi, dove non esistono mezzi di trasporto di nessun tipo (esclusi gli yak), ma è l’unica controindicazione che mi sento di dare.

Il nostro “possente” portatore

Famiglia nepalese

Organizzare il trekking è abbastanza facile. Su internet si possono trovare diverse agenzie. Noi ci siamo avvalsi dei servizi della Highlander Guides and Porters Association. Questa è una associazione delle guide e portatori della zona di Maneybanjang, il paese da dove si origina il trekking. Possono organizzare tutto via mail, fornendo preventivi su misura e rispondono sempre in maniera puntuale. I costi sono relativamente bassi: circa 15/16 euro al giorno per la guida, altrettanti per un portatore. La guida va bene per gruppi fino a 7 persone, il portatore può portare 20 kg., anche se, visto il fisico generalmente esile, sarebbe buona norma non caricare gli zaini con più di 10/12 kg. Altri 10/15 euro al giorno a testa assicurano pernotto e tre pasti.

Il costo maggiore è dato dal trasporto da e per Darjeeling, ma sono comunque prezzi bassi per gli standard occidentali, specie se si viaggia in gruppi di 4/5 persone.

Da tenere conto il periodo che si sceglie. Sicuramente la primavera, aprile e maggio, è un’ottimo periodo. Meglio non la fine di maggio, perchè la probabilità di un monsone anticipato è più alta, con il conseguente rischio di pioggia.

Inoltre ottobre/novembre è un altro periodo ottimo, con l’aria resa tersa dal monsone estivo che ha spazzato via la polvere che rende opaca l’aria negli ampi panorami Himalayani, anche se le temperature possono essere più basse. Andando ancora oltre nella stagione, il rischio di nevicate diventa molto alto. Ovviamente le

Bambino a Phalut

perturbazioni, oltre a rendere meno godibile il cammino, hanno l’effetto deleterio di portare nubi e nebbia che limitano la visibilità e nascondono i panorami, che sono la vera ragione per cui si viene a camminare in questi remoti angoli di mondo. Senza la cartolina della catena Himalayana davanti, questo trekking diventa banale e monotono.

Buon viaggio!

Informazioni utili

Trekking della Singalila Ridge:

Da Maneybhanjang (2.150 mt.) a Phalut (3.620 mt.) sono circa 55 km., con ulteriori salite e discese ad aumentare il dislivello totale. L’altitudine non dà ancora fastidio, ma bisogna valutare bene la propria condizione fisica. E’ possibile pianificare il trekking in più giorni, scegliendo svariate tappe intermedie, vista la possibilità di alloggi lungo il sentiero. Per informazioni complete riguardo tutto l’itinerario, consulta il sito dell’Ente del Turismo del Darjeeling nella parte riguardante il Singalila Ridge Trek.

Indispensabile una buona attrezzatura da trekking che comprenda buoni sacchi a pelo per temperature intorno agli 0°/5° in confort. Puoi fare riferimento alle nostre indicazioni sull’attrezzatura da viaggio (sacchiletto) per una corretta scelta.

E’ possibile sia prenotare da soli gli alloggi che campeggiare, ma in entrambi i casi la guida è obbligatoria (non il portatore). E specie in alta stagione sarebbe bene farsi prenotare i rifugi vista la limitata disponibilità di posti. I trekkers che campeggiano sono pochi, perchè in realtà non ci sono strutture attrezzate ed i rifugi sono veramente economici.

Durante il trekking la copertura dei telefoni mobili è estremamente limitata, ma esiste una strada carrozzabile, pericolosa e percorribile solo da fuoristrada, che arriva fino a Phalut.

Periodo migliore:

Aprile fino a metà maggio e ottobre fino a metà novembre.

COSTI:

Guida: 1.200 rupie /giorno fino a 7 persone, poi ulteriori 300 rupie

Portatore: 800 rupie/giorno + 200 per il costo del cibo (bagaglio fino a 20 kg.)

Cibo: circa 800/1000 rupie al giorno per colazione, pranzo e cena

Alloggio: sono disponibili dormitori per 200/400 rupie a notte. Camere doppie/triple a volte con bagno, costano 1500/2000 rupie a notte a camera.

Trasporti: taxi da darjeeling a Maneybhanjang 1200 rupie

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