INDIA: isole Andamane, a due passi dalla Birmania ma con il fuso orario di New Dehli

Havelock, Spiaggia 5, Isole Andamane

Se siete alla ricerca di una località balneare glamour, dotata di spiagge attrezzate, divertimenti notturni  e, magari,  anche facilmente raggiungibili con un comodo volo,  le Isole Andamane sono sicuramente da sconsigliare. Si tratta semmai di una destinazione quasi mitica, capace di animare sogni e desideri dei viaggiatori fuori rotta, di quelli  cioè sempre ostinatamente alla ricerca di mete particolari, costi quel costi (in tutti i sensi).

Primo aspetto preliminare: anche se,  per accedervi, bisogna munirsi di un visto speciale rilasciato dal governo indiano, in ogni caso, le Andamane sono solo parzialmente visitabili poiché in alcune isole risiedono antiche tribù che conservano le loro tradizioni e vengono salvaguardate dalle contaminazioni del turismo.  Teoricamente sono raggiungibili via mare,  ma solo attraverso un’odissea di svariati giorni, dall’esito incerto (si dice che qualcuno sia finito arrestato dalla polizia birmana).  Le Andamane sono invece più concretamente abbordabili con un volo da Calcutta a Port Blair: ma qui inizia la sfida.

L’isola principale (Ross Island), in cui si atterra, è particolarmente brutta e cara: per raggiungere le proverbiali  spiagge color borotalco, il mare turchese e la giungla lussureggiante bisogna guadagnarsi un biglietto per usufruire di uno dei pochi (e lenti) collegamenti navali.  Allarmati dai racconti di viaggio di chi ha dovuto sostare per giorni davanti alla biglietteria di Port Blair per ottenere (non senza una lauta mancia) l’agognato biglietto, noi abbiamo cercato di prenotarlo dall’Italia, cominciando dal sito della Compagnia Makruzz.

Silver Sand Beach Resort (sembra bello ma è da evitare!)

Teoricamente si può fare, in pratica ci si riesce solo se si attiva un albergo del posto che, ovviamente, vuole a sua volta essere generosamente pagato con largo anticipo. La cosa assurda è che, nel caso in cui la nave non parta per le condizioni meteo avverse (ipotesi frequente) o per un qualunque altro capriccio (ipotesi ancor più frequente),  né il costo dell’albergo  né quello del biglietto verranno rimborsati. E, infatti, spessissimo le navi, chissà perché, non riescono a salpare da Port Blair, dove i turisti restano bloccati in balia di deprimenti hotel e orrendi ristorantini dai prezzi esorbitanti.  Per questo, nell’organizzare i singoli trasferimenti da Calcutta ad Havelock,  ho dato libero sfogo a tutta la mia precisione teutonica, …proprio per evitare di trascurare anche il dettaglio apparentemente più  irrilevante.  Ma ho attinto a piene mani anche alla mia malizia italica..per prevenire qualunque fregatura! Ha funzionato: sono andate lisce le procedure in aeroporto, il successivo trasferimento al porto,  così come il complicato meccanismo di imbarco dei bagagli (e di noi stessi), davvero degno di un romanzo di Kafka. Alcune coppie di svizzeri e tedeschi sono invece rimasti increduli a terra, con il viso smarrito, chiedendosi dove avessero sbagliato nella loro rigorosa procedura di prenotazione.  Noi invece attorno alle 4 e mezza del pomeriggio eravamo già ad Havelock.

Havelock, Spiaggia dei Coccodrilli

Peccato che alle Isole Andamane a quell’ora sia già sostanzialmente buio. Gli astuti indiani, hanno infatti deciso che, nonostante le Andamane siano nel mezzo del Golfo del Bengala, a due passi dalla Birmania, il fuso orario debba essere quello di Nuova Delhi, che in linea d’aria è “solo” a 2.500 km di distanza….Ciò significa che alle 4 del mattino c’è una gran luce, alle 8 del mattino il sole è a picco e ti cucina come se fosse già mezzogiorno, ma alle 4 del pomeriggio già tramonta, lasciandoti l’incognita di come impiegare le ore  che ti separano dal momento della cena.  Bisogna infatti tenere presente che c’è poca luce elettrica, non ci sono locali o divertimenti, gli alberghi sono a dir poco spartani e le strade sono disastrate, nel migliore dei casi piene di buche o sterrate, con risciò sgangherati che sfrecciano indiavolati. I lettori maliziosi staranno già pensando all’ipotesi “sesso passionale”

 che, in effetti, è l’unica soluzione, nella sua versione più selvaggia, nel senso che non sempre c’è acqua per lavarsi, non necessariamente le lenzuola sono pulite, e raramente l’aria condizionata funziona, anche se paghi 350 euro a notte (che per il costo della vita locale è come pagarne 3500 in un hotel italiano).  Il Barefoot Resort, orgoglioso del suo approccio ecologista e minimalista (poco cemento, a favore di tende e strutture naturali, niente ombrelloni ma solo stuoini) ha uno stile “spartano-chic”, ma sicuramente vale il suo costoso prezzo: staff gentile, spiaggia immacolata, cibo eccellente. Altrettanto non si può dire per altri sedicenti “resort stellati”, come il Silver Sand, dove un occidentale matura il desiderio di andarsene subito dopo aver visto la trasandata camera da letto o il tetro ristorante. Nonostante la scarsa offerta alberghiera di qualità, il mare trasparente come un torrente di montagna (ma caldo e avvolgente come una piscina termale) e le spiagge incontaminate, orlate di maestose palme mosse ritmicamente dalla brezza marina,  ti ripagano di ogni sacrificio. In un’epoca di turismo di massa, non è facile trovarsi da soli in una spiaggia di tale straordinaria bellezza, senza nessun altro turista, nessun venditore di cianfrusaglie o scocciatore di altro tipo.  Le Andamane sono ancora un piccolo paradiso tropicale, messo a dura prova dallo tsunami del 2004 ma, per ora, sopravvissuto allo sfruttamento turistico a cui le varie Maldive, Seychelles, Mauritius etc hanno venduto l’anima.  Richiedono un po’ di sforzo, organizzativo e pure economico, ma ne vale ancora la pena.

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