OMAN: tra deserti e castelli

Wadi Al-Hawqaiyn

Muscat, mercato del pesce

Oman e Yemen sono paesi dal fascino esotico che riportano alla mente i fasti del regno della favolosa Regina di Saba, personaggio al margine tra storia e mito, immagini di carovane di cammelli cariche di profumi e sete preziose, che attraversano deserti e regioni ostili. Arrivando a Muscat, la capitale dell’odierno Oman, che assieme allo Yemen occupa la parte inferiore della Penisola Arabica, la percezione è un pò diversa. La città non è, come altre capitali del golfo, costruita solo su misura di SUV, potenti auto 4X4 che sfrecciano nei viali smisurati, nel caldo che avvolge tutto e che dà respiro solo grazie all’aria condizionata dei grandi centri commerciali. Muscat va anche oltre.

Se si cerca per bene ci sono luoghi autentici, con un’anima ancora viva e interessante, come il mercato del pesce che dalla mattina presto, è animato da vivaci contrattazioni sui prezzi. E’ bello passeggiare la sera sulla Corniche, sul cui sfondo la baia fitta di yacht e barche, come quella, gigantesca del Sultano Qaboos, che governa il paese dal 1970 come un monarca assoluto ma che non ha eredi diretti. Ci si può fermare per cena in uno dei tanti ristorantini vicini all’ingresso del suq (aperto fino alle 22, anche di venerdi), oppure gustare un frullato di frutta fresca per combattere il caldo opprimente. Comunque non vale la pena restare nella capitale troppo a lungo. Meglio noleggiare dei fuoristrada  e avventurarsi per le strade dei jebel e degli wadi, le montagne e le valli omanite che riservano sorprese e scorci veramente favolosi. E’ proprio  quello che ho fatto io in questo viaggio, coordinando un gruppo di 10 persone partiti dall’Italia e sbarcati a Muscat con un volo Turkish Airlines.

Appena atterrati, abbiamo affrontato la rapida procedura per l’ottenimento del visto Omanita, una semplice formalità collegata al pagamento di una tassa d’ingresso di 20 OR (Ryal Omaniti). Importante avere il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi e in buone condizioni (un membro del nostro gruppo aveva la copertina un pò scollata ed è stato trattenuto per circa 2 ore per controlli). Comunque i funzionari sono sempre cordiali. Passati i controlli si esce e si incontrano i primi uffici per il cambio valuta. Cambiato però il minimo possibile, giusto il necessario per un taxi, perchè il cambio in aeroporto è sfavorevole

Abbiamo sostato il meno possibile nella capitale (tanto ci saremmo di nuovo fermati per il volo di ritorno), il tempo di noleggiare i fuoristrada, caricare i bagagli e via, alla scoperta dei tanti luoghi di interesse.

Come ad esempio il Wadi Al-Hawqaiyn, una valle che si snoda tra le montagne non lontane da Muscat, punteggiata da villaggi ricchi di pastori e agricoltori, di palmeti lussureggianti e protetta da un forte costruito proprio nel bel mezzo del corso d’acqua che la attraversa, su di un basamento naturale in pietra.

Un forte diroccato lungo la strada

Oppure come il forte di Nakhal, che domina l’omonima cittadina, anch’essa situata al centro di un fitto, estesissimo palmeto (le oasi e i palmeti sono fonte di vita in quelle terre così aride e calde). Posizione privilegiata quella del forte di Nakhal, che ne fa uno dei più visitati del paese, direi a ragione visto che entrare nelle sue mura è un pò come fare un viaggio a ritroso nel medioevo islamico e in epoca preislamica, quando ci si doveva proteggere dai pericoli, che arrivavano soprattutto dal mare. A tale scopo sono stati copstruiti i tanti forti dell’Oman, all’interno dei quali le genti del luogo trovavano rifugio in caso di scorrerie nemiche. Il forte di Nakhal, come quello, imponente, di Nitzwa, è stato restaurato di recente, grazie alla lungimirante politica del Sultano Al-Qaboos, un personaggio molto amato nel paese, perchè governa la nazione in modo illuminato e attua un discreta redistribuzione degli utili derivanti dalle entrate petrolifere, investendo anche nella conservazione dei beni culturali. Esistono però anche tanti forti e castelli non ancora restaurati, se ne trova testimonianza, suggestiva e imponente su qualsiasi strada si guidi durante il viaggio in Oman. Dopo la visita di Nakhal, uno dei punti di sosta favoriti è la cittadina di Rustaq, dove si può pernottare discretamente alla Shimook Guest House, modesta ma economica e dignitosa, oppure, con una tappa più lunga, raggiungere Nizwa, dove l’Al-Diyar Hotel, circa 2 km fuori città, in direzione Muscat, offre una sistemazione ottima come rapporto qualità/prezzo. Piscina e ottima colazione a buffet sono tra i bonus graditi.

Ma l’Oman non è solo castelli e forti. Le bellezze naturali, neanche tanto nascoste, attirano l’attenzione ogni volta che si vede un indicazione per uno wadi o un Jebel, le valli e le montagne omanite. Gli wadi, come quello di Al-Hawqaiyn di cui parlavo prima, sono ferite che si incuneano nelle aspre montagne omanite, percorse da corsi d’acqua a volte asciutti, ma che a volte formano specchi d’acqua cristallina che invitano irresistibilmente a bagnarsi, dopo che magari si è affrontato un trekking di qualche ora a temperature proibitive. Si possono percorrere a piedi o con dei mezzi fuoristrada, in alternativa a muli o cavalli. Offrono sudore e fatica, ma anche scorci di rara bellezza, come quando si incontrano le immancabili oasi, quasi sempre irrigate da sistemi idrici risalenti a secoli fa ma ancora perfettamente funzionanti.

Wadi Shab

Wadi Shab

Wadi e jebel sono vere attrazioni dell’Oman, ma diventano autentiche perle come nel caso di Balad Sayt, un’oasi incastonata tra montagne enormi e pietraie che mai diresti che possano nascondere la vita: invece scavalchi l’ultima sella e ti trovi davanti ad un incantevole villaggio di altri tempi. Un autentico gioiello. La perseveranza degli uomini ha infatti permesso di sopravvivere anche dove la natura è più ostile.

Balad Sayt

Le montagne della penisola saudita sono aspre, scoscese, sassose, aridissime d’estate ed in inverno sono fredde e spazzate da venti impetuosi che sconsiglierebbero chiunque dallo stabilirsi lì. Ma alcune comunità di individui coriacei, temprati dalle intemperie e dalla fatica, sono riusciti ad ammorbidire quelle terre così dure e hanno creato delle terrazze che nella bella stagione sono esplosioni di verde che colorano le pareti grigio pietra e danno da vivere a tante persone che qui riescono a scampare alla calura delle pianure costiere.

Un contadino nello Wadi Shab

Tra valle e montagne, castelli e villaggi, sono già trascorsi diversi giorni di viaggio, e vogliamo cambiare scenario? Bene, scendiamo da Nizwa in direzione di Al-Mintirib, dove abbandoniamo l’asfalto e percorriamo circa 20 km di pista sabbiosa ma compatta e ben segnata verso un campo tendato, attrezzato con tende fisse e toilette in cemento ai margini di alcune altissime dune di sabbia: è lo Sharqyia Sands, il deserto sabbioso omanita, che si estende in direzione sud-ovest per centinaia di chilometri. Il campo, che si chiama Al-Raha Tourist Camp, è allestito per permettere a chi arriva fin quaggiù di passare una notte tra le dune e immortalare la magica luce dell’alba e del tramonto nel deserto. Molto bello, ma poi bisogna scegliere: ripercorriamo tranquillamente i venti chilometri di sentiero per tornare al paesino più vicino, dove ci aspetta un lungo nastro di asfalto per rientrare verso Muscat, oppure cediamo all’adrenalina e volgiamo il muso delle auto verso sud, verso la sabbia a perdita d’occhio?

La pista da Al-Mintirib verso la costa

La scelta è molto personale, ovviamente. Ma chi vuole puntare a sud deve tenere a mente alcune cose per evitare di prendere troppi rischi: la pista che attraversa lo Sharqyia Sands e sbuca sull’asfalto costiero poco a nord di Shana’a, è lunga circa 160 km, non comporta eccessivi problemi di orientamento, ma merita comunque rispetto. Si può percorrere anche senza l’ausilio di un GPS, perchè le tracce sono sempre ben visibili, la sabbia è compatta e solo pochi passaggi necessitano di un minimo di tecnica di guida, o, al limite, di una sgonfiatina alle gomme. La direzione è sempre la stessa, sud-ovest per circa 50 km a partire dal campo tendato, poi, superato un tratto di sabbia un pò più profonda e un piccolo dislivello, si piega a sud-sud-ovest, cercando di non mancare un pozzo con tre/quattro alberi intorno, importante punto di riferimento. Da tenere SEMPRE presente, che il consumo di fuoristrada a benzina su questo terreno, non scende mai al di sotto dei 2,5 km/lt. Dunque: buon senso di orientamento, un minimo di pratica di guida su sabbia, e il pieno di carburante! L’esperienza è, comunque, davvero eccitante.

Se da Al-Mintirib riusciamo ad arrivare vivi sulla costa, abbiamo l’opportunità di passare da cittadine come Sur e Ras-Al-Hadd, dove l’opportunità di crogiolarsi al sole è troppo ghiotta per farsela sfuggire (attenti alle scottature!) e poi un bagnetto può aiutare a scrollarsi di dosso la troppa sabbia del deserto. Per gli irriducibili mattinieri amanti della giusta luce per fotografare, al mattino presto i pescatori partono con le barche, per tornare dopo qualche ora carichi di pesce, ancora vivo, che è possibile acquistare e grigliare direttamente. Vale la pena la levataccia…Sistemazione ottima, sempre nella fascia media, (cerchiamo di fare un pò di economia) è il Turtle Beach Resort, in buona posizione vicino alla spiaggia, con camere dignitose.

Altro spunto interessante, di carattere naturalistico, è la spiaggia di Ras-al-Jinz, dove a tarda sera in stagione si possono ammirare (con molto rispetto) le tartarughe marine nel momento della deposizione delle uova.

Pescatori a Ras-al-Hadd

Omanita

A questo punto spero ce ne sia abbastanza per invogliarvi a visitare questo paese esotico, lontano, poco conosciuto (anche se negli ultimi anni il turismo in Oman ha avuto un grandissimo sviluppo), tranquillo e sicuro. Sicuramente vale la pena il viaggio, a differenza dei vicini emirati del Golfo Persico, le cui città sono ammassi scintillanti di acciaio e vetro, oppresse dall’asfalto, dal cemento e dall’afa, ricche grazie al petrolio sul quale galleggiano, ma vive solo grazie all’aria condizionata. L’Oman è un paese autentico, vero, dove si può incontrare un popolo arabo orgoglioso e legato alle sue origini, ma moderno ed al passo con i tempi, cordiale e attento agli ospiti.

Sicuramente l’Oman non è un paese facilissimo da visitare. Il comportamento, come in ogni paese che ci ospita, deve essere rispettoso delle usanze e bisogna tenere presente che siamo in un paese musulmano anche se moderno. L’abbigliamento deve sempre essere adeguato, da evitare scolli troppo pronunciati per le donne e assolutamente bandito il topless, anche su spiagge deserte. Nelle moschee le donne devono coprire la testa con un fazzoletto, oltre che indossare gonna e maniche lunghe. Per gli uomini i pantaloni lunghi sono obbligatori solo nella grande moschea di Musqat. I costi sono piuttosto elevati e i mezzi pubblici fuori dalla capitale, praticamente inesistenti. Si deve necessariamente noleggiare una vettura, ma un fuoristrada, con i costi relativi, è meglio, perchè permette di esplorare ogni angolo del paese, spesso fuori portata delle auto normali, sia negli wadi, che nei jebel, che nel deserto. Bisogna scegliere con attenzione il periodo e l’itinerario. Ma ogni chilometro può riservare bellissime sorprese.

Per qualsiasi informazione, non esitate a contattarci!

Buon viaggio!

*Foto Francesco Stocchi

Informazioni pratiche

Itinerario

Formalità d’ingresso

Il visto omanita che si prende in arrivo in aereoporto costa 20 OR (rial omaniti, circa 48 euro ), il passaporto deve avere 6 mesi di validita’. Il cambio in aereoporto è svantaggioso, cambiare solo il necessario per il visto e, casomai, per il taxi.

 Elettricità

Ci vuole l’adattatore a 3 poli tipo inglese , ma a volte può funzionare anche  forzando la spina nostra nei 2 fori in cui puo’ entrare.

Guide e mappe

La Lonely Planet Oman, Emirati Arabi e Penisola Arabica, è la più densa di informazioni pratiche e aggiornate. Molto bella anche l’italiana Polaris.

La carta migliore è attualmente la REISE KNOW-HOW, tedesca,  scala 1:850.000. Quelle disponibili in aeroporto NON sono sufficienti, ma è molto interessante la pubblicazione OFF ROAD IN OMAN, reperibile in loco in libreria. Sono varie tavole/mappe schematiche essenziali per trovare località non segnate altrove e spesso difficili da trovare anche per gi autisti che, per altro, NON  sanno leggere le mappe.

Trasporti

La scelta di guidare i fuoristrada è fortemente consigliata. Per chi se la sente, è molto meglio scegliere il noleggio SENZA AUTISTA, sia per motivi economici, sia per evitare fastidiose imposizioni da parte dei guidatori. Non è comunque un problema, ma un divertimento: le strade sono ottime, segnalate in inglese, la guida è divertente anche sugli sterrati di montagna e nella pista del deserto di Sharqyia Sands. Qui si può scegliere di fare andata e ritorno dall’asfalto al campo tendato, oppure attraversare il deserto verso sud, percorrendo circa 160 km di dune, cosa molto più divertente e interessante, ma che deve essere fatta solo da chi ha buona esperienza di guida su sabbia e di orientamento. Nessun problema per l’approvvigionamento del carburante, distributori ovunque e ben segnalati su tutte le cartine, anzi dà un sottile piacere fare il pieno in oman: con pochi euro si riempiono i grandi  serbatoi delle 4×4.

Un buon posto per il noleggio auto e la prenotazione di altri servizi è questo:

Ast Car Rental & tours, P.O.Box 3423, PC: 111, Sultanate Oman

tel: 00968 24571311/25571446   fax: 00968 24571445

Email: info@astoman.com, reservation@astoman.com 

www.astoman.com

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