Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.
(Thor Heyerdahl)

 

I nostri amici viaggiatori

 

Juan Pablo Perlo

Il mio primo grande viaggio l’ho fatto all’età di tre anni attraversando l’Atlantico in nave con la mia famiglia, dall’Uruguay mio paese di nascita, verso la Germania dove mio padre avrebbe lavorato come giornalista, ma per fortuna la storia non finiva lì, anzi era solo l’inizio di una vita da nomade, da eterno straniero senza radici stabili.

Juan Pablo Perlo

Juan Pablo Perlo

Nel 1973 ho preso il mio primo aereo, volo Roma-Nizza per andare a trovare mio padre, avevo solo nove anni ma i miei genitori non scherzavano. In quell’occasione ho capito che l’aeroporto sarebbe diventato il mio luogo ideale, la terra di nessuno e di tutti, la mia casa in qualsiasi parte del pianeta e in diverse occasioni ho dormito nelle sale d’attesa come fosse il salotto di casa mia, perché anche la mia casa cambiava spesso.

E così visto l’andazzo ho deciso di studiare turismo a Roma, ma alla fine mi sono rivelato molto più bravo come viaggiatore che come accompagnatore turistico.

Amo i lunghi viaggi in solitario anche se ho bellissimi ricordi con gli amici, la moglie o i gruppi ma la solitudine per me è indipendenza, condizione fondamentale della mia esistenza.

Ho viaggiato per i cinque continenti in lungo e in largo ma non posso negare una forte attrazione per l’America Latina, una terra che mi assomiglia e che sento mia, anche se i sudamericani mi chiamano “gringo” forse per il mio aspetto nordico e forse anche per il mio accento straniero, qualsiasi lingua io parli.

Da tre anni sono diventato un appassionato bike-traveler e macino chilometri sulla mia bicicletta di legno autocostruita e a ogni viaggio aumento le distanze da percorrere, con in testa un cappello di paglia e il cielo come tetto, sulla strada che è una sola e che collega il mondo intero.

In definitiva, se bisogna scegliere, allora è meglio scegliere bene senza mai abbandonare lo spirito critico e la curiosità perché nulla è assoluto.