Ho scoperto che non esiste un modo migliore per scoprire se ti piace una persona che viaggiandoci insieme. (Mark Twain)

Roberto & Cristina

CHI SIAMO

Se è difficile descriversi come individui, lo è ancora di più come coppia. Un celebre aforisma di Einstein sintetizza in poche parole il gioco degli specchi tra noi egli altri:  “C’è una tale sproporzione tra quello che uno è e quello che gli altri pensano che egli sia, o almeno quello che dicono di pensare che sia”.

Siete dunque liberi, leggendoci in questo blog, di farvi la vostra personale idea su di noi, ma vi diamo solo alcuni indizi: siamo una coppia che ama sperimentare ed è curiosa verso tutto ciò che non conosce.  Non disprezziamo le comodità (anzi!) ma siamo pronti a rinunciarvi quando si tratta di vivere a contatto con la natura o inoltrarci nei luoghi più remoti del pianeta. Apprezziamo il buon cibo ma non ci tiriamo indietro nemmeno quando si tratta di assaggiare le pietanze più inquietanti. Ci piace documentarci sulla storia, la religione e la cultura dei popoli con cui entriamo in contatto e magari condividere delle riflessioni con chi incontriamo (barriere linguistiche permettendo). Cerchiamo sempre di avere un approccio ecologista e di rispetto verso i luoghi e le persone con cui entriamo in contatto. Quando viaggiamo cerchiamo il più possibile di dedicare alcune giornate al trekking o ad escursioni in bicicletta, per assaporare con ritmo lento ciò che ci circonda.  Come accade in tutte le coppie, non sempre ci muoviamo all’unisono e condividiamo ogni esigenza:  soprattutto quando ci troviamo in condizioni spartane e di grande fatica, a volte litighiamo con grande passione. La stessa con cui affrontiamo ogni gioia e dolore della vita.

Cristina

Da piccola sognavo di fare la veterinaria, ma poi ho collezionato  una laurea in “Scienze Internazionali e Diplomatiche” e un dottorato di ricerca in “Studi audiovisivi, cinema e comunicazione”. Mi è rimasta però la passione per gli animali, che spesso condiziona le mie mete di viaggio. Amo praticare gli sport all’aria aperta, ma adoro anche il cinema, il teatro e la letteratura.  Parlo diverse lingue straniere ed ho lavorato sia nel settore privato che in quello pubblico, occupandomi di sviluppo aziendale e di progetti culturali. In effetti non mi sono mai del tutto identificata con il mio biglietto da visita e credo che ciò, in fondo, sia un bene. Ho avuto l’opportunità di viaggiare in più di cento Paesi del mondo e questo lo considero davvero un grande privilegio.

PERCHE’ E DOVE VIAGGIO

Tra le riviste anni 70 di mia madre, da piccola cercavo avidamente i rari indirizzi di “pen friends” stranieri: più erano esotici, più mi interessavano. Forse è allora che è nato il mio desiderio di viaggiare: dalla voglia di vedere con i miei occhi  come vivessero i bambini con cui mi scambiavo letterine infantili scritte in un inglese surreale.

Nei miei viaggi, in effetti, ho sempre cercato un contatto con le persone, per capire come interpretassero il senso della loro vita in luoghi così lontani e diversi da quello in cui ho avuto il privilegio di crescere.

All’inizio mi colpivano soprattutto le differenze: culturali, linguistiche, culinarie, religiose, di reddito.Ad un certo punto, dopo svariate decine di Paesi visitati, hanno iniziato a colpirmi le somiglianze: l’essere umano, a tutte le latitudini, è uguale nel suo profondo. Stesse paure, stessi sogni, stesse pulsioni a cui cerca invano di porre un freno. Così, alla fine, ti senti a casa ovunque.

Certo, ci sono alcuni  luoghi che ami, altri in cui ti senti più a tuo agio, altri ancora che ti sorprendono ed alcuni che proprio detesti. E ci sono perfino luoghi che riescono a suscitare tutte queste emozioni contemporaneamente.

Io mi sento attratta dall’Africa, perché è il continente in cui, più di ogni altro, ho percepito la grandiosità di Madre Natura che ti incute timore facendoti sentire un piccolo essere insignificante. Ma allo stesso tempo, riesce a dare un senso alla tua vita facendoti sentire parte di un Progetto immortale.  E’ anche la terra che ha saputo smussare il mio carattere spigoloso e impaziente, di  figlia dell’Occidente razionale e tecnologico.

Roberto

Ho stampato il primo timbro nel mio passaporto nel 1976. Sono andato in Jugoslavia con i miei zii e quando sono tornato quel timbro blu scolorito mi ha aperto gli occhi. Nel mondo c’erano così tanti paesi e posti e persone da incontrare che avrei dovuto darmi da fare.

Infatti ho cominciato a visitare alcuni paesi europei fino a quando, sfogliando una rivista di moto, mi sono imbattuto nell’articolo di un ragazzo che era andato in Africa con la moto da enduro, ed è stato amore a prima vista. L’anno seguente ero partito per il mio primo viaggio nel Sahara, da solo. Ne sono seguiti altri, e dopo anni, abbandonata la moto, ho proseguito con l’auto. Nel frattempo, tra un lavoro e l’altro, dopo aver terminato gli studi, ho continuato anche a viaggiare negli altri continenti.

Scelgo le mie mete in base all’umore e alle sensazioni, perchè la curiosità per i luoghi e le persone mi spingerebbe ad interessarmi ad ogni angolo di mondo. Gli stimoli che mi arrivano dai miei studi storici, rendono per me particolarmente affascinanti quelle mete dove si può respirare l’atmosfera del passato e rivivere con gli occhi epoche che non ci sono più. Ma poi ogni luogo ha anche il suo carattere e la sua atmosfera che sono determinanti nella scelta di una visita.

Non è la stessa cosa, ovviamente, scegliere di viaggiare per 10 giorni a piedi sui sentieri himalayani, oppure vagabondare in giro per le isole caraibiche, a prescindere dalla bellezza dei paesaggi, diversi, ma comunque unici.

La scelta di viaggiare per lunghi anni da solo, mi ha insegnato molto a fare affidamento sulle mie proprie forze e capacità, mi ha aiutato a imparare le lingue, mi ha insegnato come sia più facile entrare in contatto con le persone se non hai la rassicurante comodità di una compagnia che ti protegge e riempie il tuo tempo, ma fa anche da filtro verso il mondo esterno.

Questo modo di viaggiare è stato per anni interessante e formativo, e il naturale passo successivo è stato quello di condividere queste esperienze con gli amici, con i gruppi che ho seguito come accompagnatore/coordinatore, ed infine con mia moglie Cristina e Anita, mia figlia.

Perchè c’è solo una cosa più bella del viaggiare, ed è viaggiare con le persone che ami!